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Jamie Donley Northern Ireland Getty

Blocco basso, palla lunga e fisicità: come gioca l'Irlanda del Nord e cosa deve aspettarsi l'Italia

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L'avversario non è di quelli irresistibili, ma in una gara secca può succedere di tutto e quindi ogni singolo dettaglio potrebbe fare la differenza.

L'Italia affronterà giovedì sera l'Irlanda del Nord a Bergamo sapendo che la posta in palio è altissima, ma anche che scenderà in campo potendo contare sui favori del pronostico.

La cosa conta probabilmente poco quando ci si gioca in 90' (con annessi eventuali supplementari e rigori) una fetta importante del proprio pass per i Mondiali, ma non ci sono dubbi sul fatto che gli Azzurri potranno contare, oltre che sulla spinta di uno stadio amico, soprattutto su un maggior tasso tecnico.

Questione di categorie, ovvero quelle che separano calciatori che militano nei più importanti campionati europei e tanti avversari che giocano in Championship, League One, con un paio di eccezioni, ovvero Hume e Devenny, che invece sono protagonisti in Premier League, ed elementi che calcano i prati di serie meno blasonate.

L'Irlanda del Nord è, sulla carta, una di quelle squadre che non dovrebbero far paura, se non fosse che l'Italia ha già pagato a caro prezzo in passato l'imprevedibilità dei playoff Mondiali.

  • Northern Ireland v Luxembourg - FIFA World Cup 2026 QualifierGetty Images Sport

    UN 3-4-2-1 SOLO SULLA CARTA

    Formalmente l'Irlanda del Nord si schiera in campo con un 3-4-2-1, nella realtà dei fatti però quello disegnato da O'Neill è un modulo che somiglia molto più ad un 5-4-1.

    Un blocco basso, a volte bassissimo, che serve per anestetizzare il gioco degli avversari e poi provare a sfruttare la velocità, soprattutto degli esterni, in fase di ripartenza.

    L'Irlanda del Nord è dunque una squadra che sostanzialmente aspetta e lascia il pallino del gioco a chi ha di fronte e, nel farlo, porta i suoi due mediani a pochi metri dai centrali difensivi.

    Un doppio muro da superare dunque e magari anche con quella pazienza necessaria per trovare il momento giusto per la giocata decisiva.

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  • PALLE LUNGHE E CALCI

    Quando si vede l'Irlanda del Nord, c'è una peculiarità che salta subito all'occhio: la palla lunga.

    La 'Green & White Army' sostanzialmente non cerca di passare per il centrocampo per imbastire le proprie giocate offensive, ma anzi tende a cercare direttamente i propri attaccanti (Price, Donley e Devenny i più pericolosi).

    Non propriamente un calcio per palati fini, ma nemmeno il più facile da affrontare, soprattutto poi se a salire sono in tanti.

    Nell'ambito di una partita che la vedrà tanto con la palla tra i piedi e in proiezione offensiva nella metà campo avversaria, l'Italia dovrà essere brava a non farsi trovare impreparata quando la palla, con ogni probabilità spiovente dal cielo, varcherà la linea di mediana.

    L'Irlanda del Nord è una squadra che segna poco, ma che fa anche segnare poco, dunque passare in vantaggio potrebbe rivelarsi fondamentale per provare a farle cambiare atteggiamento e a lasciare quegli spazi che solitamente concede solo alle spalle dei propri difensori.

    Da non sottovalutare, poi, la loro pericolosità sui calci da fermo: O'Neill non può contare su dei campioni, ma su giocatori fisicamente forti e strutturati sì. In un calcio come quello moderno, nel quale le palle inattive sono sempre più importanti, l'Italia dovrà restare particolarmente concentrata proprio su questo fattore.

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  • Conor Bradley Liverpool 2025-26Getty

    OUT DUE DEI SUOI GIOCATORI MIGLIORI

    A Bergamo, nella semifinale dei playoff Mondiali contro l'Italia, l'Irlanda del Nord non potrà fare affidamento su due dei suoi uomini migliori.

    O'Neill non avrà a disposizione Conor Bradley, terzino destro chiamato a raccogliere a Liverpool la pesante eredità di Alexander-Arnold. Classe 2003, è una delle stelline emergenti della Premier League, una di quelle destinate a vivere tanti anni con la maglia Red addosso, e nonostante la giovane età ha già collezionato qualcosa come 30 presenze in Nazionale, accompagnate da 4 goal.

    Bradley non sarà della partita a causa di un grave infortunio ad un ginocchio (rottura del legamento crociato) patito a gennaio, proprio quando stava iniziando a trovare la giusta continuità.

    Contro l'Italia non scenderà in campo nemmeno Daniel Ballard, centrale del Sunderland dotato di grande fisicità e velocità. È uno dei pilastri della retroguardia dell'Irlanda del Nord, ma un infortunio muscolare lo costringerà ad assistere alla partita da spettatore, con l'ovvia speranza di cercare di recuperare in extremis per un'eventuale finale.

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  • AI PLAYOFF GRAZIE ALLA NATIONS LEAGUE

    L'Irlanda del Nord non si è qualificata ai playoff Mondiali grazie al suo cammino nel girone di qualificazione, bensì grazie alla vittoria del proprio raggruppamento di Nations League davanti a Bulgaria, Lussemburgo e Bielorussia.

    Nelle qualificazioni Mondiali è arrivata terza in un Gruppo A che prevedeva anche Germania, Slovacchia ed il Lussemburgo.

    Un percorso scandito da tre vittorie, due contro la cenerentola Lussemburgo ed una interna contro la Slovacchia, sette soli goal segnati, ma anche sei subiti.

    Uno score che conferma come l'Irlanda del Nord segni poco, ma faccia anche segnare poco: all'Italia il compito di trovare la chiave giusta per scardinare la sua linea difensiva.

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