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ACF Fiorentina v SSC Napoli - Serie A 2026/27Getty Images Sport

Beto o Pellegrino, chi gioca nella Fiorentina: Vanoli riparte col dolce dubbio

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Con la pausa Nazionali ormai terminata, in casa Fiorentina si riaccendono i riflettori su uno dei duelli più affascinanti e costosi di questa stagione agonistica: il ballottaggio serrato tra Mateo Pellegrino e Beto. Le due punte, arrivate per circa 40 milioni complessivi a Firenze, non hanno risolto il grosso dubbio nella testa di Paolo Vanoli, Se da un lato l'attaccante argentino ha sfruttato la sosta lavorando duramente al Viola Park per affinare i meccanismi tattici, dall'altro l'ex centravanti dell'Everton si è messo particolarmente in mostra con la maglia della Guinea-Bissau, dimostrando una condizione atletica in netta crescita e lanciando un messaggio chiarissimo al proprio tecnico.

L’incognita resta: chi gioca?

  • ACF Fiorentina v Pisa SC - Coppa ItaliaGetty Images Sport

    IL MOMENTO MAGICO DI PELLEGRINO

    Certamente Pellegrino è stato, fra i due, quello maggiormente protagonista in avvio di campionato. Tre reti in sei partite, con un rendimento offensivo che trascende la mera forza fisica, suo punto di forza. L’ex Parma si sta dimostrando un centravanti moderno, straordinario nel giocare spalle alla porta, ripulire palloni per i compagni e sacrificarsi nel pressing offensivo richiesto da Vanoli.

  • BETO HA FAME

    D’altra parte, chi scalpita è Beto. Il portoghese ha faticato in avvio di campionato, con una condizione non perfetta a pesare sulle sue spalle. Le prestazioni in Nazionale, però, hanno certificato che, in realtà, la forma è in netta ascesa e le sue caratteristiche offrono a Vanoli una variante tattica diametralmente opposta a quella di Pellegrino. Beto è un attaccante marcatamente verticale, devastante quando può aggredire la profondità e sfruttare la sua velocità nei ribaltamenti di fronte, in una squadra che ha già dimostrato di fare benissimo questo fondamentale. 

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  • Vanoli Fiorentina InterGetty Images

    VIOLA SENZA GERARCHIE

    La Fiorentina e, soprattutto, Paolo Vanoli si godono questo dualismo. L’allenatore viola non sembra intenzionato a stabilire una gerarchia rigida e dogmatica, ma a fare del doppio centravanti un punto di forza. Sarà, dunque, una gestione fluida basata sullo stato di forma settimanale e sulle caratteristiche dei difensori avversari.

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  • NE GIOCHERÀ SEMPRE UNO

    In ogni caso, quello che è certo è che sarà sempre e solo uno a giocare dall’inizio. La doppia punta non è un’opzione per Vanoli, che ha in Mastantuono, Pedro Gonçalves, Njie e Ndour degli elementi assolutamente imprescindibili. 

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