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Barella ItaliaGetty Images

Barella non ha più il posto fisso nell'Italia: perché la scelta di Mancini rischia di non essere banale

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D'accordo, in questa Italia ci sono pochissimi titolari e pochissimi punti fissi. E Roberto Mancini lo ha dimostrato più e più volte, ruotando continuamente la squadra nelle partite di Nations League. Sarà così anche nella sfida bis contro la Turchia.

Il fatto che Nicolò Barella abbia giocato così poco nelle ultime due trasferte, prima a Bursa e poi in Francia, dice però parecchio lo stesso. E rischia di non essere una scelta banale da parte del nuovo ct.

Sta succedendo qualcosa di insolito? Lo sapremo soltanto in un secondo momento, con il trascorrere del mandato di Mancini. Ma intanto qualche segnale, in questo senso, c'è.


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  • L'ESORDIO DA DIMENTICARE COL BELGIO

    Quasi nessuno si è salvato nell'esordio contro il Belgio: giusto Donnarumma e Cambiaghi, poi nessun altro. Il risultato (0-2) ha rispecchiato in pieno l'andamento della sfida dell'Olimpico.

    Dalla disfatta non si è salvato neppure Barella. Che, anzi, è stato uno dei peggiori in campo. Compresa la palla persa che ha originato il contropiede del raddoppio, chiuso da Lukebakio con un sinistro vincente da fuori area alle spalle di Donnarumma.

    Barella in quell'occasione si è sistemato sul centro-destra di un centrocampo completato da Romano e Tonali. Nessuno dei tre ha convinto. Però ovvio: quando si parla di un campione d'Europa, tutto fa sempre più rumore.

  • Nicolò Barella InterGetty Images

    UN'ANNATA COMPLICATA

    Barella era già reduce da un'annata particolarmente complicata con la maglia dell'Inter: la peggiore da quando è arrivato a Milano, dunque dall'estate del 2019.

    Tante le prestazioni sofferte da parte del centrocampista sardo, tante anche le critiche ricevute dentro e fuori dall'ambiente interista. Momenti non semplici vissuti dopo l'eliminazione dalla Champions League per mano del Bodo/Glimt, ma non solo.

    Alla fine il suo voto è stato un 6,5, non di più. Merito soprattutto di una sterzata decisiva nelle ultime settimane stagionali. Ma il Barella ammirato nelle annate precedenti era un'altra cosa.

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  • POCHI MINUTI TRA TURCHIA E FRANCIA

    Tutto questo, messo assieme, ha portato a un abbassamento della considerazione nei confronti di Barella. Anche se non è solo per questo che Mancini lo ha escluso dalla trasferta di Bursa.

    Il ct ha deciso di lasciarlo in Italia per ruotare gli elementi e per una migliore gestione delle forze: avrebbe fatto così anche in seguito, ad esempio escludendo Cambiaghi senza portarlo in Francia. Lui stesso non ha mai fatto mistero delle proprie idee durante l'inedita sosta di tre settimane con quattro partite ravvicinate.

    "Non è stato difficile rinunciare a Barella, perché noi sappiamo già il suo valore - ha detto Mancini alla Rai prima di Turchia-Italia - Queste partite ci servono per conoscere i giocatori più giovani, i giocatori che comunque saranno quelli che dovranno accompagnare il nostro percorso nei prossimi anni. Se non li vediamo in partita, non posso farlo in due allenamenti: lì non si capisce se un calciatore è in grado o no di essere protagonista in certi match".

    Ecco: la successiva esclusione dall'undici titolare in Francia sì, questa ha fatto davvero rumore. Barella è andato in panchina e il centrocampo è stato lo stesso che ha dominato a Bursa, formato cioè da Frattesi, Tonali e Fagioli.

    Alla fine l'ex cagliaritano è entrato in campo nella parte finale della gara e nel finale ha sfiorato il clamoroso colpaccio: dopo essersi precipitato in area ha però sparacchiato alle stelle un assist all'indietro di Vergara, graziando i francesi.

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  • Frattesi Turchia ItaliaGetty Images

    E INTANTO FRATTESI...

    Nel frattempo, Davide Frattesi non si è fatto trovare impreparato. Anzi: nelle due partite in cui è stato scelto dall'inizio ha dato ragione alla scelta di Mancini.

    Il centrocampista della Lazio si è inserito perfettamente nei meccanismi azzurri nello splendido primo tempo in Turchia. Ed è pure andato a segno. In Francia ha dovuto giocare una partita diversa, meno brillante, più difensiva, ma anche in questo caso è comunque uscito dal campo con una promozione in pagella.

    Frattesi, del resto, sta vivendo un avvio di stagione da ricordare: alla Lazio ha trovato finalmente lo spazio che all'Inter gli era negato, ironia della sorte anche da Barella, segnando tre volte nelle prime tre giornate di campionato e aiutando la squadra di Gattuso ad issarsi in vetta prima della sosta.

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  • COSA SUCCEDE ORA?

    Barella potrebbe ritrovare una maglia da titolare in occasione della quarta e ultima sfida della sosta "lunga": quella di lunedì, a Bologna, contro la Turchia del sempre più pericolante Vincenzo Montella.

    Questione di turnover, ancora una volta. Di gestione delle forze, di valutazione di calciatori diversi da parte di Mancini, di scelta di certi elementi per determinate partite.

    La certezza, però, è una sola: il Barella intoccabile dell'Europeo sembra non esistere più. La concorrenza non manca: Tonali ha risalito la corrente dopo l'esordio no col Belgio, Fagioli c'è, Romano avrà altre opportunità, Doumbia sta crescendo. E poi Frattesi, chiaro.

    A 29 anni, insomma, il sardo nerazzurro si trova davanti a una sorta di bivio. Sa di dover fare di più, sa che Mancini ha diverse opzioni tra cui scegliere. E contro la Francia, più che contro la Turchia, lo ha compreso.