Cuesta aveva mantenuto il Parma comodamente in Serie A la stagione scorsa nonostante il terzo peggior attacco del campionato. Dopo alcune uscite chiave, la salvezza appare molto più complicata.
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L'addio di Cuesta apre più di un interrogativo
Il 27 settembre, il Parma ha confermato la separazione da Carlos Cuesta. L'ex assistente di Mikel Arteta all'Arsenal era alla guida della squadra da giugno 2025. La sua reputazione era cresciuta molto alla fine della stagione scorsa, dopo aver condotto il Parma a un 13° posto finale.
La decisione di separarsi è arrivata dopo una vittoria di misura per 2-1 sul Genoa, e il suo addio non è stato preso alla leggera dalla dirigenza del club.
Ciononostante, Cuesta era rimasto fedele ai Gialloblu dopo una prima stagione incoraggiante alla guida della squadra. In estate aveva rifiutato le avance di diversi club, scegliendo di restare al Parma in Serie A.
Il club si è mostrato irremovibile nel sostenere che "l'avanzamento del progetto sportivo" non stesse procedendo alla velocità sperata. Cuesta potrebbe indicare la strategia di mercato del club come un fattore chiave dietro il declino della squadra negli ultimi sei mesi.
Cuesta ha visto Zion Suzuki, Alessandro Circati e Mateo Pellegrino lasciare tutti il Parma all'inizio della stagione. Il club ha inserito sostituti ancora più giovani, portando l'età media della rosa a 24 anni. Si tratta della terza età media più bassa della Serie A.
Il Parma ha sovraperformato sotto la guida di Cuesta la stagione scorsa
Il Parma sta sovraperformando le aspettative da tempo. Sotto Cuesta, la stagione scorsa, la squadra ha chiuso al 13° posto, a soli cinque punti da una posizione di metà classifica.
Il Parma ha segnato appena 28 gol in 38 partite, evidenziando le proprie difficoltà offensive. La differenza reti di -18 è stata anche tra le peggiori della Serie A, con solo il Torino e le sette squadre sotto di esso a chiudere con un dato inferiore.
Cuesta ha tenuto la squadra ben organizzata dietro. Il Parma si è classificato 9° in Serie A la stagione scorsa per gol subiti ogni 90 minuti (1,2). Un dato fondamentale, considerando la scarsa produzione offensiva.
I dati su contrasti e disciplina suggeriscono che la squadra sia stata troppo passiva per troppo tempo. Il Parma ha completato appena 13,9 contrasti ogni 90 minuti la scorsa stagione. Si tratta del 5° dato più basso di contrasti a partita in Serie A. La squadra ha effettuato appena 10,9 contrasti ogni 90 minuti. Il rendimento defensivo suggerisce che si trattasse di una tattica intenzionale di una difesa ben allenata.
I dati sono allarmanti per le prospettive di salvezza del Parma nella Serie A 2026/27
Sebbene Cuesta sia riuscito a tirare fuori il massimo da una rosa che sovraperformava lo scorso anno, le sorti del Parma hanno da allora preso una piega peggiore. La squadra non ha mantenuto la porta inviolata nelle prime cinque partite del 2026/27, un dato preoccupante per la tenuta defensiva.
La stagione scorsa, il Parma aveva ottenuto 13 porte inviolate per compensare la scarsa potenza offensiva. Quest'anno, l'approccio di restare compatti e strappare vittorie di misura non funziona più.
L'attacco è stato spuntato per troppo tempo. Non sorprende che il Parma abbia segnato appena quattro gol in cinque partite, dopo aver creato solamente otto grandi occasioni. Il loro xG (gol attesi) si ferma a 3,4 in queste cinque partite. Questo suggerisce che la squadra abbia sovraperformato davanti alla porta, rendendo il quadro ancora più cupo. La stagione scorsa, il loro xG era di appena 32 in 38 partite, il secondo peggiore della Serie A. Il Parma è sotto la media nell'ultimo terzo di campo da troppo tempo.
Il Parma ha completato una media di appena 308 passaggi riusciti ogni 90 minuti, il quarto dato più basso della Serie A. La squadra si classifica anche al quarto posto più basso per tocchi nell'area avversaria, con 92. Con così poco controllo o pressione offensiva, non sorprende che abbia faticato a impensierire gli avversari in questa stagione.
Non è altrettanto grave sul piano defensivo. Il Parma si classifica 13° in Serie A per xGA (gol attesi subiti), con 7,9 nelle prime cinque partite. La squadra ha completato il quinto maggior numero di intercetti ogni 90 minuti (9,8), il che suggerisce che sia spesso costretta a rincorrere le partite. Tuttavia, si classifica ultima nel campionato per contrasti completati ogni 90 minuti (11,8), un dato più preoccupante. Nell'insieme, queste cifre contribuiscono a spiegare perché la proprietà del Parma si sia rivolta a un nuovo allenatore in cerca di un cambio di rotta.
Il club sembra pronto ad annunciare l'ex tecnico di Genoa e Pisa Alberto Gilardino prima della ripresa del campionato. Gilardino ha ottenuto una percentuale di vittorie del 40,51% con il Genoa, ma la sua esperienza al Pisa è stata in qualche modo disastrosa. Il quarantaquattrenne ha vinto solo una delle 25 partite alla guida della squadra.
Il percorso che attende il Parma appare difficile
Non sarà semplice per il Parma, ora senza allenatore. Quattro delle prossime sette partite di Serie A sono contro squadre con ambizioni di piazzamento nei primi quattro posti.
La squadra inizia il prossimo tratto di partite di Serie A con una trasferta insidiosa contro i campioni in carica dell'Inter. Gli uomini di Cristian Chivu sono di nuovo primi a pari punti in Serie A, con 13 punti nelle prime cinque partite. Potrebbe essere la prima partita di Gilardino alla guida, se le formalità del suo contratto verranno completate in tempo.
Il Parma ospiterà poi Torino e Udinese, con trasferte a Lazio e Atalanta nel mezzo. Tutte queste quattro squadre occupano attualmente posizioni superiori a quella dei Gialloblu in classifica di Serie A.
Il raggio di speranza è che Hans Nicolussi Caviglia possa presto tornare in campo. Il talentuoso centrocampista difensivo sarebbe un giocatore importante da avere a disposizione di Gilardino.
In breve, la retrocessione non è affatto certa per il Parma, ma i numeri di fondo vanno nella direzione sbagliata. Gilardino potrebbe ancora raddrizzare la barca e guadagnare tempo sufficiente per stare alla larga dalla zona retrocessione.
Ciononostante, quattro gol in cinque partite, zero porte inviolate e un calendario impegnativo alle porte fanno del Parma un candidato alla retrocessione con una probabilità implicita del 42,19%. Il difficile periodo di Gilardino al Pisa alimenta ulteriori dubbi sulla sua capacità di migliorare una rosa del Parma indebolita.
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