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Raphinha channelling R9 at Barca_1-1.jpgGetty/GOAL

Come Raphinha è diventato il regen di R9 al Barcellona dopo il cambio di ruolo da esterno a centravanti

Il brillante brasiliano ha guidato un inizio di stagione da capogiro per la squadra di Hansi Flick, che sembra in grado di travolgere qualsiasi avversario

James Westwood
Tradotto da
  • Il Barcellona ha cercato per tutta l’estate un solo obiettivo: Julián Álvarez. L’attaccante dell’Atlético Madrid e della Nazionale argentina era stato individuato come sostituto ideale di Robert Lewandowski prima della sua partenza e la necessità di un nuovo numero 9 è cresciuta dopo il trasferimento di Ferran Torres al Paris Saint-Germain.

    Il Barcellona ha presentato un’offerta ufficiale superiore ai 100 milioni di euro, come confermato dal presidente blaugrana Joan Laporta, ma l’Atlético l’ha respinta. Il club colchonero ha rifiutato di cedere Álvarez agli acerrimi rivali e ha accusato il Barcellona di aver tentato un contatto illegale, presentando reclami alla FIFA e alla RFEF.

    Nonostante il giocatore sembrasse orientato verso il Barça e avesse espresso il desiderio di partire, il 1° settembre è rimasto all’Atlético. Chi pensava che questa vicenda potesse indebolire i campioni di Liga si è sbagliato.

    La squadra di Hansi Flick ha vinto le prime sette gare stagionali 2026-27 in tutte le competizioni, segnando 33 gol. Il suo calcio irresistibile non lascia scampo agli avversari e il nome di Álvarez è già dimenticato.

    La soluzione era sotto il naso di Flick: Raphinha ha preso il comando dell’attacco e, trasformandosi in una sorta di regen di Ronaldo il Fenomeno, è diventato il giocatore più temuto del continente.

  • Una lezione magistrale in Champions League

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    AFP

    Raphinha non è stato candidato al Pallone d'Oro 2026, ma sta dimostrando di essere il miglior giocatore al mondo in questo momento

    Raphinha, ala sinistra con Flick, ha chiuso la stagione 2024-25 con 60 contributi offensivi ma è stato escluso dal Pallone d’Oro. Nella stagione successiva, limitato da infortuni ai flessori per 125 giorni, è sceso a 29 presenze e ha saltato i Mondiali.

    Nonostante la sua importanza quando in campo, Raphinha non è stato nemmeno inserito tra i 30 candidati al Pallone d’Oro di quest’anno, cosa che ha irritato Flick. «È troppo forte per non essere in quella lista, ma non possiamo cambiarla», ha dichiarato l’allenatore del Barça con fiducia dopo aver visto il brasiliano iniziare la nuova stagione in modo brillante in un ruolo centrale.

    Le parole di Flick sono arrivate subito dopo la doppietta di Raphinha all’esordio in Champions contro il Feyenoord. Il primo gol è un’opera d’arte: anticipa un difensore su un passaggio impreciso di Yamal, entra in area, finta il tiro, dribbla due avversari e deposita in rete.

    Ha poi raddoppiato con un’azione da centravanti puro: si è lanciato verso Olmo a centrocampo, ha cambiato direzione per perdere il marcatore, ha controllato di destro e ha battuto il portiere con un tiro potente.

    Il Barça ha vinto 5-1 e Raphinha è stato premiato come miglior giocatore della partita. Un ritorno europeo di grande impatto, che conferma il suo ruolo chiave anche in campionato. Oggi mostra la sicurezza di un campione.

    «Rapha ha giocato in modo fantastico», ha aggiunto Flick. «È su un altro livello: è incredibile».

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  • Il soldato perfetto

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    AFP

    Il lavoro di Raphinha con e senza palla lo rende un attaccante completo, e il Barcellona ne sta raccogliendo i frutti

    I numeri confermano Flick: Raphinha ha già segnato 11 gol in stagione, record che negli ultimi 60 anni nessun altro blaugrana ha eguagliato. Messi ne fece 10 nelle prime sette gare del 2012-13 e 9 alla stessa fase in altre due occasioni; Ronaldo riuscì nell’impresa nel 1996-97.

    Il suo rapido adattamento a questo nuovo ruolo è la ragione principale per cui il Barça ha raggiunto un livello superiore. Lewandowski era un maestro con le spalle alla porta e Torres rappresentava una minaccia unica con le sue intelligenti incursioni in profondità, ma Raphinha è la figura di riferimento perfetta per il sistema fluido di Flick.

    Il 29enne si muove tra le linee, usando velocità e tecnica per creare superiorità e collegare il gioco. Così si liberano spazi per Yamal e Gordon, mentre lui sfrutta gli intervalli con un tempo di anticipo sui difensori.

    Mercoledì ha siglato una tripletta nella vittoria per 7-2 sul Racing Santander: due rigori e un gol da azione, nato da un assist di Olmo e finalizzato con un controllo di prima e un tiro al volo.

    Con la palla rende tutto facile e senza palla corre più di chiunque altro. La pressione alta del Barça parte da lui: non molla mai, costringe gli avversari all’errore e li insegue a tutta velocità.

    Con l’intensità e il dinamismo che Flick ama, più una precisione letale, l’allenatore sarà felice che l’affare Alvarez sia saltato. L’attacco gira e il Barça potrà investire su altri reparti nelle prossime due sessioni di mercato.

  • Emulazione di R9

    Ronaldo Barcelona 1996-97
    Getty

    Raphinha non ha lo stesso profilo di attaccante di Ronaldo, ma ha il suo stesso istinto da killer.

    Il Barcellona ha spesso valorizzato i talenti brasiliani, da Romario a Rivaldo, da Ronaldinho a Neymar. Ma nessuno ha fatto meglio di Ronaldo nel suo unico anno in blaugrana.

    Arrivato dal PSV nell’estate 1996 per 19,5 milioni di dollari, a soli 20 anni, segnò 47 gol in 49 presenze vincendo Copa del Rey, Coppa delle Coppe e Supercopa de España. Con forza, velocità e precisione sotto porta, il Fenomeno demoliva le difese avversarie.

    Il due volte campione del mondo vinse il Pichichi con 34 reti, la Scarpa d’Oro e il Pallone d’Oro 1997. Un premio meritato per i tanti momenti indimenticabili regalati ai tifosi blaugrana, come la sua azione solitaria contro il Compostela o la tripletta che ispirò la rimonta 4-3 sull’Atlético nei quarti di Copa del Rey.

    «È il calciatore più spettacolare che abbia mai visto», dichiarò l’allora allenatore del Barça Sir Bobby Robson. «Fa cose che non ho mai visto fare a nessuno prima d’ora». Anche i compagni di squadra di Ronaldo erano in soggezione davanti a lui, come testimoniò Laurent Blanc: «Non ho mai visto nessuno con quella velocità e quella potenza. Era come un treno merci che ti veniva addosso con la palla tra i piedi».

    Ronaldo, soprannominato “R9”, era più costante in attacco rispetto a Raphinha ma condivideva con lui il fiuto per il gol. È altrettanto diretto, capace di bucare le difese in pochi secondi con estro e audacia. Se manterrà questo livello, Raphinha può eguagliare il rendimento di R9 e puntare a una tripletta di trofei ancora più prestigiosa.

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  • Un vero leader

    Raphinha
    (C)Getty Images

    Raphinha ha accettato con entusiasmo la maggiore responsabilità di indossare la fascia di capitano per migliorare il proprio gioco

    Raphinha ha la mentalità giusta. Non si sente completo, ma un progetto in evoluzione, come ha detto dopo la vittoria sul Racing: «Non dirò mai di giocare bene; voglio migliorare sempre. Sono contento dei gol e del successo, ma dobbiamo continuare a crescere».

    Il nazionale brasiliano ha poi ribadito di sentirsi «a proprio agio» nel ruolo centrale e ha attribuito a Flick il merito dell’evoluzione del suo gioco negli ultimi anni. «È l’allenatore che ha cambiato il mio modo di pensare e di vedere me stesso», ha aggiunto. «Gli sono estremamente grato».

    Nel 2024, senza Flick, avrebbe lasciato il Barça: i primi due anni al Camp Nou, con Xavi, erano stati deludenti. Flick invece ha creduto nel suo potenziale e gli ha dato subito più responsabilità.

    Dopo il prestito di Marc-André ter Stegen all’Ajax, Flick lo ha nominato capitano e, primo brasiliano con la fascia in Catalogna, sta superando ogni aspettativa. La sua passione, dedizione e mentalità di squadra sono un esempio per i più giovani, e da vero leader sa prendere in mano le partite.

  • Un forte spirito di squadra

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    Getty Images

    Al Barça tutti remano nella stessa direzione, con Raphinha punto di riferimento indiscusso.

    Nonostante le partenze di Lewandowski, Torres e Rashford, il Barcellona di Flick è più efficace in attacco. Merito non solo di Raphinha: anche i nuovi acquisti Gordon, Adeyemi e Gabriel Jesus si sono già integrati. Flick può inoltre schierare il giovane egiziano Hamza Abdelkarim, promosso dalla cantera.

    «Raphinha, Gabby e Hamza sono tre profili diversi, ma ci sono altri modi in cui potremmo giocare», ha dichiarato l’allenatore tedesco. «Anche Anthony e Karim possono giocare in questa posizione (come attaccanti). Oppure Dani Olmo. Dani ci ha dimostrato negli ultimi due anni di poter giocare lì, lo stesso vale per Fermin [Lopez]. Abbiamo molte opzioni».

    Questa varietà dovrebbe evitare nuovi problemi fisici a Raphinha: Flick lo ha sostituito in anticipo contro Feyenoord, Athletic Club e Racing per preservarlo.

    Lo stesso vale per Yamal, ancora più pericoloso quando gioca vicino a Raphinha. Le loro combinazioni sono quasi inarrestabili: appena un centrale si sposta su Yamal, lui serve Raphinha, che si inserisce nello spazio.

    Anche Yamal sembra felice di lasciare a Raphinha i riflettori. Flick ha carisma, ma nessuno lascia che il proprio ego prenda il sopravvento. Nello spogliatoio c’è un forte spirito di squadra che fa ben sperare in qualcosa di speciale.

    Raphinha ne è l’incarnazione perfetta: potrebbe presto affiancare Ronaldo nella Hall of Fame del Barça.

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