L'impresa della Roma contro il Barcellona ha avuto un'eco vastissima, non solo in Europa. Alberto Zaccheroni, dal suo buen retiro di Dubai dove sta allenando la Nazionale locale in vista della Coppa d'Asia 2019 (organizzata proprio dagli Emirati Arabi), ci ha raccontato le sue impressioni in un'intervista la cui seconda parte, su Emirati Arabi, Giappone e Nazionale italiana, verrà pubblicata da Goal venerdì mattina.
"Quando ho visto l’inizio della partita ci ho creduto, prima devo confessare che credevo il Barcellona avrebbe saputo gestire il risultato. Grande merito della Roma, soprattutto per aver trovato il vantaggio subito. Di Francesco mi è piaciuto molto per l’approccio e il coraggio di giocarsela in quel modo: ha utilizzato tre difensori con in più due laterali che hanno spinto tanto, impostato l’azione. Non l’ha fatta diventare una difesa a 5: è sempre l’interpretazione a fare la differenza, non il sistema astratto".
Secondo Zaccheroni, "Di Francesco è stato bravo ad avere quell’intuizione – metaforicamente un “vestito” – e i suoi ragazzi sono stati bravi a “indossarlo”. Mi fa piacere che una squadra italiana abbia fatto un’impresa contro una squadra spagnola: adesso forse smetteranno di dirci che perdiamo sempre con gli spagnoli... anche perchè mica è vero! Vinsi anch’io con il Milan a Barcellona (nel settembre 1999). E’ vero che il calcio italiano sta passando un momento difficile ma non è che dobbiamo copiare tutto da loro: abbiamo delle prerogative nostre che è giusto preservare".
Guardando invece alla partita di stasera, "sulla spinta della Roma... mi farebbe molto piacere se anche la Juventus ce la facesse in Champions League. In campionato non credo che lo scudetto possa sfuggire alla Juventus: è l’unica squadra italiana con due formazioni titolari! Il Napoli paga proprio questo, il fatto di non avere abbastanza ricambi per una formazione titolare molto buona".
Chiusura con un pensiero sulle due milanesi, l'Inter in particolare: "Gli organici sono entrambi buoni, devono trovare continuità, nel momento in cui pensano di essere a posto... ecco che arriva il momento poco brillante. Vedi l’Inter. Una serie positiva quando nessuno se lo aspettava, poi all’improvviso quando sembrava aver trovato l’identità... ecco la crisi. Oggi come oggi per vincere lo scudetto servono tantissimi punti, finchè una squadra avrà alti e bassi sarà difficile vederla in alto. E l’Inter dal 2010 a oggi non ha più ritrovato quella continuità di risultati".


