Vecino chiarisce: "Litigi? Tutte balle, l'Inter è unita"

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Matias Vecino si racconta ai microfoni de 'Il Giornale': "Potevo giocare per l'Italia, ma non ho mai avuto dubbi. Non mi sento italiano".

Dopo essere stato un punto cardine della prima parte della stagione dell'Inter, da qualche settimana Matias Vecino ha perso il posto tra i titolari. Complice l'esplosione di Brozovic davanti alla difesa e la consistenza che garantisce Gagliardini.

Ai microfoni de 'Il Giornale', Matias Vecino spiega questo momento: "Da gennaio soffro per la pubalgia. Facevo fatica a correre e ad allenarmi, mi ha penalizzato. Ora sto meglio ma il mister ha trovato altre soluzioni ed ora tocca aspettare, è normale. Ma sono felice. La squadra ha ritrovato consapevolezza e fiducia e quando è così anche la fortuna torna a girare dalla tua parte".

Sulle voci esterne all'Inter: "Clan e litigi? Tutte balle che escono quando le cose vanno male. È normale che ci siano gruppi, io parlo di più coi sudamericani per questione di lingua. Ma siamo molto uniti. Quando va male si cominciano a cercare cose fuori dal calcio ma sono solo voci".

Infine Vecino ammette che poteva anche giocare con la Nazionale Italiana: "C'è stato qualche avvicinamento ma non ho mai avuto dubbi. La nazionale è troppo importante, giocare per l'Italia per me sarebbe stato come giocare per un club, non mi sento italiano, non avrebbe avuto senso né rispetto".

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