Durante la partita di Serie A tra Inter e SPAL, nella giornata di ieri, il VAR è dovuto intervenire per assegnare un rigore alla squadra di Luciano Spalletti. E fin qui niente di strano. Solo che il processo che ha portato all'assegnazione del calcio dagli undici metri è durato circa cinque minuti. Obiettivamente troppo.
Nicola Rizzoli, designatore della Commissione Arbitri Nazionale, ha provato a spiegare la situazione alla 'Domenica Sportiva': "Sono trascorsi troppi minuti per assegnare il calcio di rigore all'Inter, ma sono successe cose che non sono dipese dall'arbitro. Comunque non è un obiettivo soddisfacente".
In particolare: "Oggi ci sono state complicazioni tecniche che non hanno permesso comunicazioni corrette tra VAR e arbitro. Ci sono stati anche problemi di immagini,e ha inciso la tecnologia non a supporto del fattore umano. Ci sono state delle volte in cui il VAR in 40 secondi è riuscito a arrivare alla soluzione giusta".
Poi Rizzoli ha spiegato anche il perché certe volte l'arbitro va a controllare di persona, e altre volte no: "Un arbitro se fa questo mestiere può assumersi responsabilità, soprattutto a questi livelli. C'è un protocollo rigido dell'IFAB per tutelare lo spettacolo, non si può andare a verificare ogni situazione. Questo protocollo, non stabilito da noi, prevede che solo in alcune situazioni l'arbitro possa andare a verificare".

