Sarà la novità del 4-2-3-1. Sarà che la stagione inizia ad entrare nel vivo. Ma una Juventus così bella non si vedeva da tempo. Onore al coraggio di Massimiliano Allegri, propenso alla rivoluzione tattica dopo la serataccia di Firenze, predisposto al calcio offensivo e, soprattutto, ben organizzato.
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La convivenza totale ci può stare, questa la doppia morale racimolata tra Lazio e Milan, partite in cui la Vecchia Signora s'è espressa - a tratti - in maniera imponente. Ampi margini di miglioramento. Già, proprio così. All'Artemio Franchi è emersa un'incontrovertibile verità: impossibile continuare con il 3-5-2.
Modulo giunto al capolinea e che, a maggior ragione dopo l'ultima campagna acquisti estiva, non trova più terreno fertile negli attuali componenti della rosa zebrata. E il tecnico toscano, da sempre senza dogmi, ha compreso perfettamente il momento. Ventata fresca, nuovi stimoli e messaggio per tutti. Prove di grande calcio in vista della Champions League, obiettivo degli obiettivi, raggiungibile solo tramite coraggio e un pizzico di fortuna.
Con il braccino e la gambetta non si va da nessuna parte, a maggior ragione nell'Europa che conta, competizione in cui i fuoriclasse primeggiano. Difficile pensare che, anche in chiave energie, Allegri possa decidere di affidarsi totalmente al 4-2-3-1. Ancora più complesso, però, ipotizzare un passo indietro.
Alle volte provare qualcosa di nuovo è necessario per comprendere limiti e punti di forza e, dal canto suo, il nuovo vestito zebrato al momento propone solamente fattori positivi. Non è un caso che, ad esempio, Miralem Pjanic stia dettando legge in mezzo al campo. Giocate semplici, produttive e vincenti. Il bosniaco, in una linea metodista composta da due interpreti, offre il meglio di sé.
Un genio a tutto campo, capace di creare ripetutamente, lontano parente di quello timido dei mesi scorsi. Non dettaglio: altro giro, altra punizione pennellata. Ritrovato, e viene da aggiungere finalmente, Kwadwo Asamoah. Con la partenza di Patrice Evra, ufficialmente un nuovo giocatore dell'Olympique Marsiglia, il ghanese è tornato in pianta stabile sulla corsia mancina. Risultati? Ottimi.
Secondo l'Allegri pensiero, giocare a quattro o a cinque cambia poco. Vero. Almeno vedendo il rapido ambientamento del 28enne di Kumasi. La bontà del cambiamento andrà valutata nel lungo periodo. E se Paulo Dybala inizia a segnare anche di destro - secondo goal da quando veste la casacca zebrata - significa che il momento è davvero positivo. Dato nel dato: la Joya ha realizzato sei goal nelle ultime sette partite disputate allo Stadium. Si scrive 4-2-3-1, si legge certezza.



