Ultimatum Spalletti: "Roma, se non vinco vado via"

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Ai microfoni de 'L'Equipe', Luciano Spalletti ha confermato la sua intenzione di lasciare la panchina della Roma se non dovessero arrivare successi.

Esattamente a distanza di dieci anni, la Roma si ripresenta in casa del Lione . Questa volta, però, in palio non c'è l'accesso ai quarti di finale in Champions league, bensì a quelli di Europa League. Oggi come allora, sulla panchina giallorossa c'è Luciano Spalletti che, ai microfoni di ' L'Equipe ', ha raccontato la sua avventura alla guida del club capitolino.

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Per l'allenatore è cambiato poco rispetto alla sua prima avventura, in cui arrivò anche il 2-0 rifilato ai francesi: "Il mio giudizio non è cambiato. All’epoca abbiamo lavorato in maniera corretta, tentavamo tutti assieme di trarre il massimo da quel lavoro in competizioni di rilievo".

Quindi, Spalletti ha spiegato il suo credo calcistico: "L’idea generale si basava sulla ricerca di un tipo di gioco che oggi è molto più sviluppato e praticato, ma che allora non aveva ancora molti adepti. Mi riferisco allo stile del Guardiola del Barcellona che ha preso il nome di tiki-taka ma che poi, fondamentalmente, si basa sul possesso palla e sul controllo del gioco".

"E’ quello che noi ceravamo di fare, nel nostro piccolo - ha continuato l'allenatore -  Grazie ai suoi movimenti, Totti era bravissimo ad accorciare la profondità della squadra, consentendoci di fare superiorità in mezzo al campo. Gli avversari per sopperire erano costretti ad aprirsi e noi potevamo andare in porta grazie ai nostri uomini bravi ad attaccare la profondità. Il pubblico e la critica allora apprezzavano il nostro modo di ripartire e spesso non notavano quanto fosse gradito ai calciatori quel modo di giocare che consentiva loro di avere spesso il controllo della palla"

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Per Spalletti la Roma fatica a vincere per problemi legati all'ambiente: "Il fatto che Roma sia il centro della politica italiana influisce su tutto il resto. Qui va tutto ad una velocità superiore, tutto è amplificato, moltiplicato. Tutto questo influenza anche il modo di vivere il calcio nella città".

"La prima volta che andai via da Roma praticamente fui costretto a farlo. - ha precisato il tecnico - Qualcuno cominciò a scrivere che Spalletti non aveva vinto nulla, un po’ di gente gli è andata dietro, sono stato messo nelle condizioni di andarmene. A Roma non si gioca per partecipare, c’è la necessità di vincere. A Roma le condizioni di lavoro sono eccellenti. Esistono solo delle situazioni e dei personaggi che agiscono da ostacolo ".

Il tecnico indica le credenziali che un allenatore deve avere per poter guidare una piazza esigente come quella capitolina: "E' necessario avere carattere e un po’ di esperienza. Detto questo, in giro ci sono diversi allenatori che potrebbero tranquillamente guidare una squadra come questa.Potrei citare Montella , Giampaolo , Pioli . Uno dei più bravi, sebbene sia emerso tardi, è Sarri ".

Ci sono considerazioni anche per Francesco Totti: “Avere ancora a disposizione Totti, nonostante l’età, offre un vantaggio notevole - ha ammesso Spalletti - Quando lui entra in campo si crea improvvisamente un’atmosfera, una partecipazione del pubblico incredibile. Siccome il rinnovo del contratto tardava ad arrivare, alcuni hanno cominciato a scrivere che ero io a volere che lui smettesse di giocare, il che è completamente falso. Anzi, io penso che Totti debba giocare fino a quando lo vorrà e la società deve accontentarlo" .

Quindi il tecnico si è focalizzatosul suo futuro: “Io resto fedele alla mia vecchia idea del privilegiare il gioco di squadra, il collettivo. Riuscire a mettere al centro il pallone e attorno a questo far ruotare tutti gli altri elementi: fisicità, velocità, carattere, qualità tecnica individuale”.

Infine, Spalletti ha chiarito il motivo per il quale prenderebbe in considerazione l'ipotesi di lasciare la panchina giallorossa già al termine di questa stagione: "A Roma, per tutta una serie di motivi è imperativo vincere. Ormai da questo non si esce più fuori. Non c’è la possibilità di immaginare una crescita graduale, tutto è rapido, accelerato. Quindi è molto semplice: se non vincerò qualcosa significa che non avrò fatto meglio dei miei predecessori e quindi andrò a>

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