E' stata una vera e propria insurrezione quella dei tifosi della Torpedo Mosca dopo l'ingaggio da parte del club di Erving Botaka-Yoboma. Le proteste dei fan del club russo hanno invaso i social: non vogliono quel calciatore perché è di colore. E la Torpedo ha infine ascoltato i tifosi e, come annunciato dalla presidente Elena Yelentseva, rescisso dopo soli sei giorni il contratto col 19enne nato proprio in Russia, a Puskino.
Non solo Botaka-Yoboma è cittadino russo, ma è anche un prodotto del vivaio della Torpedo. Nonostante questo, però, i tifosi non hanno voluto che vestisse la maglia della prima squadra. "I neri non possono indossare i nostri colori, vogliamo solo bianchi nelle nostre file", questo uno dei tanti messaggi di stampo razzista con cui i tifosi hanno espresso la propria contrarietà all'ingaggio sul social network VK.
Alcuni tifosi hanno invece espresso disappunto nei confronti del calciatore perché questi prima di firmare per la Torpedo avrebbe preso in considerazione un'offerta dei rivali della Lokomotiv Mosca. L'ondata razzista che ha travolto l'ingaggio di Botaka-Yoboma è stata comunque preminente e alla fine ha portato il club a prendere la dolorosa decisione. Eppure nella storia della Torpedo vi è il precedente di un calciatore di colore: nela stagione 1997-1998, infatti, vestiva la maglia del club anche Augustine Eguavoen, nazionale nigeriano che fu il primo calciatore di colore a giocare nel massimo campionato russo.
Quanto accaduto nei confronti di Botaka-Yoboma non è comunque il primo episodio che vede i tifosi russi protestare coi club per l'ingaggio di calciatori di colore. Nel 2012 furono i fan dello Zenit di San Pietroburgo a protestare,inviando una lettera al club chiedendo un passo indietro relativamente all'ingaggio di Axel Witsel e Hulk, nazionali rispettivamente di Belgio e Brasile.


