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Walter Mazzarri Torino coachGetty Images

Torino, Mazzarri su Verdi: "Vedremo cosa farà ma non è Maradona"

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Reduce dalle due brucianti sconfitte contro Lecce e Sampdoria nelle ultime due gare di campionato, il Torino domani sera ospiterà il Milan nel posticipo della quinta giornata di Serie A.

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La voglia è quella di tornare a fare punti, con Walter Mazzarri che ha parlato della condizione fisica dei granata nella conferenza stampa della vigilia.

"Per i dati che abbiamo, la squadra sta bene. Chi è andato in campo domenica sta bene. Poi magari ci sono dei singoli che vanno analizzati. Aina si prende delle pause, dobbiamo capire se è per motivi atletici o di concentrazione. Globalmente però stiamo bene".

Il tecnico granata ha poi parlato nello specifico di Simone Verdi, grande acquisto estivo del Torino ma fino ad ora poco utilizzato.

"È uno dei giocatori più pagati della storia del Torino. Vedremo cosa farà ma non è Maradona. Magari tra tre anni lo sarà ma, con tutto il rispetto, ora non è che deve risolvere lui da solo tutti i problemi. E poi quando non stai al 100% fisicamente, è chiaro che si soffre. Verdi il Napoli lo ha preso che era nel Bologna, una squadra che si doveva salvare e in cui è stato protagonista. Qui si alza il livello delle ambizioni. I ragazzi vanno fatti crescere, vanno aiutati da chi gli vuol bene".

Sul fatto se il giocatore sarà presente in campo o meno con il Milan, Mazzarri ha risposto senza regalare certezze.

"Vedremo, non lo sanno nemmeno i preparatori. Con il Napoli ha fatto solo un’amichevole e non so a che intensità si allenasse. A Genova è entrato bene, farò le valutazioni. Se partisse dall’inizio, dovrò capire se poi dovrò fare un cambio per lui. Di solito queste cose si fanno in amichevole, non in campionato. Sono convinto che i ragazzi mi daranno risposte positive, poi il resto lo vedremo".

Una battuta anche sulle tante critiche ricevute dalla squadra dopo le ultime due sconfitte. Mazzarri se l'è presa soprattutto con chi si nasconde dietro alla tastiera di un computer o di un cellulare.

"C’è questa cosa di internet e dei social che permette di offendere nascondendosi dietro un pc. Io però sono convinto che i tifosi del Torino conoscono il nostro impegno e il nostro lavoro. Su internet leggi delle cose e poi non sai nemmeno chi le ha dette. Almeno voi giornalisti ci mettete la faccia e la firma. Se c’è qualcosa che non va, ve lo posso dire. Invece leggi su internet offese, attacchi, e non sai nemmeno da che parte arrivano. Detto questo, noi siamo professionisti e dobbiamo rimanere lucidi. Se qualcuno perde umiltà devo essere pronto a riprenderlo".

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