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2020-01-10 Sandro TonaliGetty Images

Tonali e il possibile approdo al Milan sfumato: "Non mi presero in considerazione"

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E’ considerato uno dei più grandi talenti espressi negli ultimi anni dal calcio italiano, un centrocampista che a venti anni da poco compiuti, non solo è già nel giro della Nazionale, ma è anche nel mirino di alcuni tra i più importanti club europei.

Sandro Tonali è visto da tanti come l’erede naturale di Andrea Pirlo, ma proprio l’ex fuoriclasse di Milan e Juventus recentemente ha spiegato “E’ molto più completo di me”.

Il gioiello del Brescia, in un’intervista rilasciata a Sportweek, ha commentato proprio le parole di Pirlo.

“La mettiamo che, esagerando, Pirlo mi ha già dato ragione: non ci somigliamo. Ma da qui a dire che io sia un giocatore più completo di lui… Quando qui miei amici mi hanno girato sul cellulare la diretta Instagram nella quale si esprimeva così, ci sono rimasto. E ancora adesso sono senza parole. Posso solo rispondergli con un “grazie””.

Tonali in cosa potrebbe essere simile a Pirlo.

“Preferisco dire cosa mi piacerebbe prendergli: il lancio profondo, preciso al millimetro. Oggi riesco meglio nel gioco corto. Che, in verità, mi viene anche più naturale rispetto al “lungo””.

Il papà di Tonali ha raccontato di come il più forte in famiglia non fosse Sandro, ma suo fratello Enrico.

“Quando hai tre anni in più da bambini la differenza si vede: sei più coordinato. Enrico era un attaccante con tanti gol nei piedi, ma nel calcio devi avere la testa giusta. Mio fratello non ce l’aveva. Ora è lui che segue me. Mi sta vicino, mi consiglia”.

Tonali è partito come molti bambini dall’oratorio. In seguito è passato al Lombardia Uno, una società molto vicina al Milan. Proprio il club rossonero si racconta che abbia scartato il piccolo Sandro.

“Il Lombardia Uno era affiliato al Milan. Ogni due o tre mesi cinque o sei bambini venivano chiamati al Vismara, dove si allenavano i giovani del club. Non posso dire che mi abbiano scartato: non mi hanno proprio preso in considerazione. Forse ero troppo piccolo”.

Il gioiello del Brescia da bambino aveva due sogni: diventate un calciatore o un santo.

“Poi ho capito che per la santità mi sarei dovuto impegnare troppo e ho detto: facciamo calciatore. Dopo il Mondiale vinto nel 2006 ho aggiunto anche una postilla: calciatore vincitore di almeno una Coppa del Mondo”.

Il dibattito sul fatto se sia un regista o una mezzala è ancora aperto.

“Sai che non lo so? Mi piacciono entrambi. Dipende da come si schiera l’avversario: contro un 4-4-2 ho più spazio come mezzala, se ho di fronte un trequartista mi piace stare davanti alla difesa perché, saltato lui, ho campo davanti”.

Al Brescia ha avuto modo di vedere da vicinissimo Balotelli, un giocatore che in tanti considerano un talento sprecato.

“No, lo guardo e mi fermo a: “Che talento”. In allenamento fa cose che riescono a pochissimi. Perché “sprecato”? Ha giocato in grandi squadre, ha segnato tantissimi gol, ha vinto”.

Tonali è cresciuto con l’etichetta di predestinato.

“La sicurezza non c’è mai, ho realizzato neanche la meta di ciò che ho in mente, però mi sento abbastanza forte da farcela. Sono sulla buona strada”.

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