Luciano Spalletti ha vinto il primo Scudetto della sua carriera. Lo ha vinto guidando il Napoli e in particolare lo ha festeggiato a Udine. Con il sorriso, ma senza lasciarsi andare. Il tecnico azzurro ha mantenuto il controllo dopo il triplice fischio finale, accerchiato dai tifosi. Ha mantenuto la calma nelle interviste post gara.
Consapevole della felicità donata ai tifosi del Napoli, Spalletti non è esploso di gioia, almeno in pubblico, come i giocatori divenuti Campioni d'Italia alla Dacia Arena il 4 maggio 2023.
"Il problema per quelli abituati a lavorare duramente sempre come me, non riescono a gioire delle vittorie" le parole a DAZN dopo la vittoria dello Scudetto."La felicità è una cosa fugace purtroppo. Ok ho vinto ma ora devo continuare a lavorare, devo organizzare altre cose. Bisognerebbe riuscire a fermarsi, ma è un'impostazione di vita che ti toglie qualcosa, la felicità che dovresti avere".
A Spalletti basta la gioia degli altri:
"Vedere i partenopei felici è la più grande emozione. Il problema era arrivare a questo punto qui. Tu hai l'entusiasmo di una città sul collo. Ci saranno molte di queste persone che riusciranno a superare i momenti duri della propria vita pensando a questi momenti qui. C'è l'ho fatta, ora sono più rilassato".
Spalletti è arrivato a Napoli per vincere:
"E' obbligatorio perché qui hanno visto grandi allenatori e grandi calciatori. Il pubblico è abituato a Diego Armando Maradona e diventa difficile andargli a dire che siamo arrivati terzi, com'è accaduto l'anno scorso. Il nostro primo obiettivo era la Champions League, avevamo creato margine, poi non siamo riusciti a vincere lo Scudetto e siamo anche stati contestati. E questa cosa non mi è piaciuta. Dicevano che non ero convinto di vincere. Ma come? L'anno scorso mi sono saltati tutti addosso dicendo che avevo detto qualcosa di troppo grosso per la personalità e la responsabilità quando dissi che avremmo provato a vincere lo Scudetto".
Spalletti ha diverse dediche da fare:
"La prima è ai calciatori, che meritavano questa felicità. La seconda naturalmente a tutto il pubblico, a tutta Napoli: è per te, Napoli! E alla società, a tutti quelli che lavorano in questo club. E anche un po' a mia figlia Matilde e a tutta la mia famiglia, gli amici, mio fratello Marcello".
Spalletti, dopo un'intervista senza esultanze, si è lasciato andare solamente alla fine, al momento di urlare la dedica per Napoli. Una città nuovamente sul tetto d'Italia, dopo 33 anni.

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