Real Madrid, Bayern Monaco, Juventus, Manchester. Spagna, Germania, Italia, l'Inghilterra. Con uno spruzzo di Francia e Portogallo. Prendono tutto le prime sei nazioni del ranking UEFA, con le prime quattro ben salde e mai dome: per le altre neanche i resti.
Anche nella Champions 2017/2018 zero sorprese nei quarti di finali. I soliti paesi protagonisti, anni luce avanti rispetto alle altre realtà d'Europa. La torta si divide in pochissime fette e le briciole sono consumate da chi si è già diviso il gustoso premio.
L'Olanda? La Turchia? La Russia? Giammai. Dal 2013 l'unica nazione capace di inserirsi nel dominio dei club provenienti da Liga, Premier, Bundesliga, Serie A, Primeira Liga e Ligue 1 (le ultime tre decisamente meno rispetto alle prime) è stata la Turchia , con il Galatasaray capace di arrivare ai quarti proprio nella primavera di cinque anni fa.
L'anno prima c'era riuscito addirittura Cipro con l'APOEL e nel 2011 l' Ucraina con il suo Shakhtar, che da anni ha raccolto il testimone della Dinamo Kiev come compagine più importante proveniente dalla Prem'ier-Liha'. L'Inter tripletista batte il CSKA di Keisuke Honda ai quarti: la Russia si avvicinò ad essere tra le nazioni più importanti nel nuovo decennio. Sogni vani.
Nelle ultime dieci edizioni della Champions, compresa quella in corso, la Spagna ha portato 25 squadre ai quarti di finale , l'Inghilterra 16, la Germania 14, la Francia 9, l'Italia appena 8 , il Portogallo 4 e dunque le sopracitate Cipro, Turchia, Ucraina e Russia una sola volta.
Stupisce l'uscita dal grande calcio dell'Olanda: nel 2007 l'ultima presenza ai quarti, col PSV. La UEFA ha provato in tutti i modi ad allargare i confini, ma le stesse nazioni e le stesse squadre continuano a fare la voce grossa. Ad urlare che esperienza, storia e investimenti rappresentano una tria terribile. E incomparabile.

