La carriera di Matteo Sereni avrebbe potuto essere completamente diversa se solo gli incastri del puzzle fossero andati al loro posto: nel 1999 era un giovane di belle speranze reduce da una stagione positiva a livello personale con l'Empoli, alla fine retrocesso in Serie B.
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Annata che gli valse l'interesse di grandissimi club con cui fu vicinissimo a firmare, salvo poi ripartire dalla Sampdoria e dire addio ai sogni di gloria. Intervistato da 'gianlucadimarzio.com', l'ex portiere ha rivelato alcuni dettagli su quella pazza estate.
"Nel 1999 dopo la A a Empoli mi venne prospettato un triplice trasferimento: Roma, Juventus e Inter. Con i primi era fatta: offrivano 31 miliardi alla Sampdoria; alla Juve ero stato pensato per il dopo Peruzzi e all’Inter per il dopo Pagliuca. D’accordo con il mio agente, scegliemmo i nerazzurri: 5 anni e un contratto faraonico che avevo già prefirmato, saltò tutto all’ultimo e persi quel treno".
Sereni non approdò all'Inter per volere di Marcello Lippi, diventato tecnico dei nerazzurri dopo la lunga militanza alla Juventus.
"Lo decise Lippi: voleva Peruzzi e fece di tutto per farlo arrivare a Milano. Mi arrabbiai molto, al punto che quell’anno durante una riunione tra capitani e allenatori lui venne da me a chiedermi se ce l’avessi con lui. La mia risposta? ‘Sì, mi hai rovinato la carriera’. Glielo dissi in faccia".
La permanenza alla Lazio venne caratterizzata dall'arrivo di Claudio Lotito, utile per salvare la società dal fallimento. In biancoceleste trovò sulla sua strada ancora una volta Angelo Peruzzi.
"Cominciai da titolare nel periodo in cui lui ereditò una società con 50 giocatori da ingaggi spropositati. Giocavo io, non Peruzzi, ma mi chiese di dilazionare il mio biennale in cinque anni. Rifiutai. Non volevo essere venale, ma stavo giocando tanto, Delio Rossi mi aveva dato delle garanzie e non mi sembrava giusto. Venne stabilito che fossi messo fuori rosa per sole questioni di mercato. Non litigammo praticamente mai: dovessi rivederlo lo saluterei, senza rinfacciargli nulla. Quello che è stato, è stato".
Sereni in passato venne accusato di abusi su minore da parte dell'ex moglie: da allora combatte per riabbracciare i primi due figli che non vede da tempo.
"Prima o poi racconterò la mia storia in un libro e quello che incasserò verrà devoluto alle associazioni che si occupano di aiutare le persone ingiustamente separate dalla normalità di una famiglia. Vivi sistemi talmente marci e sbagliati che alla fine alcuni padri o madri che non hanno avuto la fortuna di difendersi, come invece è capitato a me, si ritrovano per strada e senza vedere i figli. I miei hanno 14 e 18 anni”.




