Il vortice che sta investendo il club spagnolo dell'Eldense, coinvolge anche Alessandro Zanier. Classe '93, il portiere italiano difende i pali della squadra finita nell'occhio del ciclone per presunte combines il cui apice sarebbe stato il 12-0 incassato contro il Barcellona B.
L'estremo difensore, però, al 'Corriere dello Sport' sottolinea come in questa vicenda non c'entri nulla: "Mai avrei pensato di trovarmi coinvolto così ingiustamente in fatti tanto gravi. Non solo accusato di aggiustare le partite, ma pure arrestato dalla polizia: due circostanze del tutto false. Io e il mio amico e compagno Nicola Muratore siamo innocenti e non c’entriamo nulla".
Per stessa ammissione di Zanier, l'umiliazione subita per mano dei blaugrana lascia più d'un dubbio: "Effettivamente, rivendendo il filmato, non pare proprio che i miei compagni mi abbiano agevolato. Io ho parato quello che potevo, forse anche di più, ma se i difensori restano a tre metri dall’uomo lasciandolo solo in area...".
Il giovane numero uno dell'Eldense, dunque, proclama la propria innocenza: "La mia famiglia, i miei amici, tutti hanno letto che ero un venduto, un delinquente e che ero stato arrestato. Ho passato 4 giorni d’inferno. Chi ha sbagliato pagherà. In questo scorcio di stagione sono stato giudicato spesso tra i migliori in campo e non mi sono mai tirato indietro, anche se la squadra era molto debole".

