In casa Sampdoria quest'oggi è stata la giornata di Walter Sabatini. Il nuovo responsabile dell'area tecnica del club doriano, infatti, al fianco del presidente Massimo Ferrero, si è presentato in conferenza stampa in quello che è il suo nuovo ruolo, dopo aver preso il posto di Daniele Pradé che è andato all'Udinese.
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Nella Samp, Sabatini trova nuovi importanti stimoli, cosa che non ha invece trovato all'Inter, club che ha lasciato lo scorso marzo, dopo nemmeno un anno dalla sua assunzione. Il periodo nerazzurro ha lasciato un ricordo amaro in Sabatini... "L'Inter è stata una mia feroce delusione - ha spiegato -Mi sono dimesso perché non mi sentivo in totale sintonia, non tanto con l'ambiente quanto con Suning. Ero stato assunto per costituire un network internazionale, poi sono cambiate alcune norme interne al governo cinese che si sono ripercosse nel calcio e questo progetto è andato in depressione".
A quel punto, fa capire Sabatini, l'addio all'Inter è stata una scelta ovvia... "Mancando i presupposti, una mia permanenza all'Inter sarebbe stata asfittica - ha proseguito Sabatini - Non vedevo come il mio modo di pensare e operare potesse coincidere con quello della proprietà cinese, non sentivo di potermi esprimere al meglio, di poter portare a buon fine le operazioni".
Ora, comunque, l'Inter è un'esperienza passata... "La dirigenza interista è stata generosa nell'accettare le mie dimissioni - ha detto ancora Sabatini - E' per me un rammarico, ma non c'è nessuna rivendicazione. Quando mi calo in un'altra realtà, mi dimentico ciò che ho lasciato alle spalle".
Sabatini ora pensa solo alla Sampdoria e gli obiettivi prefissi sono di quelli importanti... "Sobbiamo avere pensieri sublimi - ha spiegato - e l'unico pensiero sublime è l'Europa. Poi i fatti potranno smentirmi però Genova sponda sampdoriana deve pensare all'Europa".






