Pubblicità
Pubblicità
+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
Arjen Robben Pep Guardiola FC Bayern

Robben a Goal: "Dal Real Madrid al Bayern miglior decisione della mia carriera"

Pubblicità

La vittoria ottenuta nell'edizione 2018-2019 della Bundesliga è stato l'ultimo titolo conquistato da Arjen Robben con la maglia del Bayern Monaco. L'olandese, che dopo 10 anni lascia la Germania, a Goal ha parlato dei suoi obiettivi per il futuro ma anche di come sono andate le cose in questo suo fortunato periodo in Germania, precisamente in Baviera.

Con DAZN segui la Serie A IN STREAMING, LIVE E ON DEMAND

Arjen, 10 anni fa sei passato dal Real Madrid al Bayern Monaco. Come è andato questo trasferimento?

"E' diventato difficile per me stare al Real a causa del cambio di presidente. Mi ero sentito molto a mio agio a Madrid ed avevo giocato bene. Ma quando è cambiata la politica del club non ho più avuto la possibilità ed ho dovuto decidere se aveva senso o meno rimanere. Il Bayern mi ha cercato e sono stati concreti. Ha mostrato fin dall'inzio di volermi. E' bello quando un club si impegna così tanto per acquistarti, ecco perchè sono arrivato al Bayern".

Ha inciso anche il fatto che il Real Madrid quell'estate abbia acquistato Cristiano Ronaldo?

"Non si trattava solo di Ronaldo, ma arrivarono Kakà, Benzema e Xabi Alonso. Il club aveva speso tanti soldi e mi disse che guadagnavo tanto. E' stato un peccato perchè le cose erano andate bene con Pellegrini come allenatore ed avevo avuto la migliore preseason della mia carriera".

Van Gaal allenatore, Van Bommel capitano del Bayern, quanto hanno contribuito al tuo trasferimento in Germania?

"Ho parlato con tutti e due. Van Gaal mi ha detto i suoi piani per me, dicendomi 'vieni a Monaco per favore'. La decisione è stata facile, ci siamo seduti come una famiglia sulla terrazza ed abbiamo deciso. Si trattava di lasciare un grande club come il Real Madrid, non si poteva tornare indietro. In quel momento il Bayern non stava andando bene in Europa, il mio obiettivo era quello di vincere la Champions League. Volevo mostrare le mie qualità. Andare al Bayern Monaco è stata la migliore decisione della mia carriera".

Arjen Robben Real Madrid Champions League 2009Getty

Hai sperimentato sulla tua pelle un anno molto negativo. Sconfitto nella finale di Champions League con il Bayern Monaco e sconfitto dalla Spagna nella finale della Coppa del Mondo.

"E' stato tutto molto deludente da un lato ma ho trascorso anche bei momenti dall'altro. Essere arrivati alla finale di Champions League è stata una sorpresa. Abbiamo anche vinto campionato e coppa nazionale, un anno pazzesco per il Bayern. Nessuno si aspettava che con l'Olanda saremmo arrivati in finale della Coppa del Mondo. Chiaro che arrivati a quel punto vuoi vincere perchè non sai mai se ci potrà essere una seconda chance. Sfortunatamente non c'è stata".

Hai avuto dubbi sul tuo trasferimento nel 2011 e nel 2012 quando il Dortmund è stato campione di Germania per due volte consecutive?

"La stagione dopo aver perso la finale di Champions League è stata difficile. Van Gaal è andato via. L'anno dopo è stato meglio ma abbiamo perso tutto quello che c'era da perdere".

Finale di Champions League contro il Chelsea, Dormtund vittorioso per 5-2 nella finale di Supercoppa di Germania. Sei stato preso come capro espiatorio di questo fallimento dai tifosi. Come hai gestito questa situazione?

"E' stata una delusione enorme. Poi ci fu anche quella gara amichevole tra Olanda e Bayern Monaco, nel corso del mio infortunio nel 2010. Avrei dovuto giocare per entrambe le squadre, così si aspettavano i tifosi. Fui fischiato, ma non dai veri tifosi del Bayern Monaco, quelli mi hanno sempre dato un grande supporto".

Hai pensato di lasciare il Bayern Monaco dopo questi accadimenti?

"Certo, per un momento non potevo credere a quello che stava succedendo. Essere fischiati nel proprio stadio. Allora ho pensato, va bene andrò da qualche altra parte se qui i giocatori vengono trattati in questo modo. Ma poi abbiamo chiarito le cose internamente ed ho giurato a me stesso che sarei tornato più forte".

Nel 2013 è arrivata la conquista del Triplete. Come hai preparato la finale contro il Borussia Dortmund?

"C'era una sana tensione. La sfida più difficile è restare freddi. Bisogna in questi momenti riuscire a pensare solo alle cose essenziali. Prima della partita eravamo convinti che avremmo vinto. Sapevamo che non avremmo perso la terza finale. E' facile dirlo a posteriori, ma è stato veramente così".

Arjen Robben Pep Guardiola FC Bayern

Dopo Heynckes è arrivato Guardiola, cosa lo rende speciale?

"E' tatticamente brillante. Mi sono divertito molto sotto la sua gestione perchè mi ha fatto giocare in diverse posizioni. E' un pazzo del calcio in modo positivo. Al primo incontro con me mi disse di godermi il mio calcio e che non gli dovevo dimostrare niente. Non ha messo mai pressione".

Il Bayern avrebbe dovuto vincere la Champions League nell'era Guardiola?

"Secondo me si, siamo stati sfortunati perchè ci sono stati tanti infortuni, non sappiamo cosa sarebbe successo senza. Mi dispiace che le cose non hanno funzionato. Alcuni dicono che il suo stare a Monaco è stato un insuccesso senza Champions League, non la penso così perchè abbiamo giocato un calcio meraviglioso e siamo arrivati per ben tre volte in semifinale. E' vero che gli allenatori vengono giudicati in base ai titoli, ma io guardo oltre e dico che il calcio non è sempre una scienza esatta".

Dopo l'addio di Guardiola il club è un po' sceso a livello europeo?

"No, quando giochi così spesso ad un livello così alto. In questa stagione siamo stati battuti dal Liverpool, un avversario che adesso è arrivato in finale. Questo dice tutto. Sono sicuro che nella prossima stagione il club continuerà a crescere".

Cosa cambierà dopo il tuo addio al Bayern Monaco?

"Sarò sempre in contatto con il club. Pur non vivendo qui torneremo spesso a Monaco. Ho giocato 10 anni, non mi fosse piaciuto qui non sarei rimasto. Mi piace sempre pensare ai momenti che ho trascorso qui. Due dei miei figli sono nati qui, è una cosa speciale. L'ambiente di Monaco e come si vive in città è sempre tanto piaciuto alla mia famiglia. Ci siamo sentiti a casa".

Quali sono i tuoi piani per il futuro?

"Giocare a calcio è una cosa ancora molto divertente per me, ma deve avere anche un senso.Se andrò in un altro club, ci devono essere tutte le condizioni e devo essere completamente convinto. Deciderò insieme alla mia famiglia, vediamo dove ci porterà il prossimo viaggio".

Puoi dire di aver vissuto il tuo sogno pur avendo detto una volta che non sei un ragazzo che sogna?

"Sicuramente, ho realizzato insieme al Bayern Monaco molto di più di quello che mi aspettavo quando sono arrivato 10 anni fa. Ho trasformato la mia passione nel mio lavoro, ho sempre amato il calcio. Bisogna essere grati ed apprezzare di poter fare la vita da calciatore. E' stato un onore, non tutti possono realizzare questo sogno. A volte mentre lo fai te ne dimentichi tanto sei concentrato nell'andare avanti. Ma me ne renderò effettivamente conto solamente quando appenderò le scarpette al chiodo".

Pubblicità

TI È PIACIUTA QUESTA STORIA?

Aggiungi GOAL.com come fonte preferita su Google per vedere più articoli della nostra redazione.

Segui GOAL su Google