Hai più di 18 anni?

Help us verify your age by providing an honest response. This site contains gambling advertising for 24+.

Age-restricted content

Non hai l'età minima richiesta per visualizzare contenuti relativi alle scommesse. Verrai reindirizzato alla pagina iniziale.

Pubblicità
Pubblicità
+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
Rio FerdinandGetty

Rio Ferdinand avverte: "I bambini non si metteranno più le magliette dello United"

Pubblicità

È ancora notte fonda per il Manchester United: ieri sera contro il Burnley è arrivata la terza sconfitta nella ultime quattro partite di Premier League, il declino dei 'Red Devils' sembra non trovare mai fine.

Con DAZN segui 3 partite della Serie A TIM a giornata IN STREAMING, LIVE E ON DEMAND

Ole Gunnar Solskjaer non sta riuscendo a trovare la chiave di volta ai problemi dello United: ora il quarto posto è a sei lunghezze di distanza, ma le difficoltà dei 'Red Devils' sembrano acuire sensibilmente questo divario. Negli ultimi minuti del match perso ieri sera, molti tifosi dello United hanno abbandonato il proprio posto a sedere. Uno smacco che non è passato inosservato a Rio Ferdinand che, in qualità di ex capitano, ha espresso parole durissime ai microfoni di 'BT Sport'.

"È imbarazzante essere qui e vedere questo United. È indifendibile. I tifosi se ne andavano via dopo 85 minuti, le persone ai vertici devono vedere questo e fare dei cambiamenti, attuare un piano. I bambini nelle scuole in giro per il paese non indosseranno più le magliette del Manchester United, non vorranno venire qui per vedere questo".

Parole che pesano come macigni, dure come le entrate in tackle che hanno sempre contraddistinto Rio Ferdinand. Ma l'ex capitano dello United non può sopportare di vedere la sua squadra ridotta in questo stato, dopo aver vinto tutto nei gloriosi anni passati con il Manchester United.

Pubblicità

TI È PIACIUTA QUESTA STORIA?

Aggiungi GOAL.com come fonte preferita su Google per vedere più articoli della nostra redazione.

Segui GOAL su Google