Fuori dalla Champions League agli ottavi, eliminati dalla Coppa del Re e ormai lontani dai rivali di sempre del Barcellona in campionato: uno scenario da incubo per il Real Madrid, che dopo aver segnato un'era vive uno dei momenti più difficili della sua storia. Il capitano Sergio Ramos ha esposto il suo punto di vista sui tanti temi scottanti attuali.
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Intervenuto sul proprio profilo 'Instagram', il difensore spagnolo si assume ogni responsabilità:
"In quanto calciatori ci piace far parlare il campo, ma in questa stagione le cose non stanno andando così. Gli ultimi eventi sono stati disastrosi, non lo nascondo. Noi non ci nascondiamo. Noi calciatori siamo i primi responsabili, e io, come capitano, più di chiunque altro. Ecco perché penso che il modo più onesto per dare risposta alle domande che stanno circolando su di noi in questi giorni sia affrontarle in maniera diretta".
Tanto ha fatto discutere quell'ammonizione volontaria rimediata ad Amsterdam nell'andata di Champions contro l'Ajax, che gli è costata la pesante squalifica:
"Certamente è stato un errore, e mi prendo la colpa al 200%. Perché ho girato quel documentario? Ci sono impegni già presi, e non avrei mai pensato che la partita sarebbe finita in quel modo. Le stesse riprese sono state ridotte nel corso della partita".
Le voci di un litigio con il presidente e soprattutto di un duro scontro con Marcelo hanno messo in discussione l'intero spogliatoio Blancos:
"Le cose dello spogliatoio sono discusse e risolte nello spogliatoio. Non c’è alcun problema con nessuno, e tutti abbiamo lo stesso interesse, il Real Madrid. Noi parliamo costantemente e ci motiviamo nello spogliatoio, ma sempre in maniera costruttiva. Marcelo? Ci sono delle discussioni in ogni allenamento. Fa parte del lavorare sotto pressione. Ma è solo un piccolo fatto, come tanti ne succedono ogni giorno. Marcelo è un fratello per me".
Il destino di Solari sembra ormai segnato, ma Sergio Ramos rinnova la propria fiducia nell'allenatore:
"Non è una decisione che spetta a noi, e noi non interferiremo. Abbiamo grande rispetto per la sua posizione e supportiamo sempre l’allenatore del Real Madrid, chiunque egli sia. Queste riflessioni sono il risultato di una stagione deludente, ma se le vittorie non ci hanno fermato, a maggior ragione non ci faremo fermare dalla sconfitta".
Poi la carica finale del capitano a un gruppo che sembra aver smarrito le giuste motivazioni dopo i tanti trofei conquistati:
"Il nostro dovere è quello di andare avanti, lavorare e migliorare. E di ricordare che alcuni di noi sono abbastanza fortunati da giocare nel Real Madrid, alcuni di noi sono abbastanza fortunati da essere parte della sua storia, ma il Real Madrid era, è e sarà sempre il Real Madrid. Nessun nome fa da solo la leggenda del Real Madrid, ma tutti noi abbiamo scritto quella leggenda insieme. E insieme dobbiamo lavorare per il futuro e per far ripartire la speranza. È un impegno madridista".


