Un Campionato Europeo da spettatore davanti alla televisione per Andrea Pirlo, centrocampista del New York City FC. Intervistato da Cadena COPE per il programma 'El Partido de las 12', l'ex centrocampista della Juventus ha parlato di Alvaro Morata e dell'Europeo dell'Italia.
"Mi piacerebbe che Morata rimanesse alla Juventus - ha affermato Pirlo - ma è una decisione che deve prendere il Real Madrid. E' cresciuto tanto in bianconero e può sicuramente migliorare ulteriormente. E' un campione e una gran persona, con una grandissima carriera ancora davanti a sé. Deve però anche decidere cosa fare, se tornare a Madrid o provare una nuova esperienza in un altro Paese".
L'ex centrocampista azzurro ha poi detto la sua anche sull'Europeo... "E' una competizione sempre molto bella da giocare - ha proseguito - La sto guardando in tv e devo dire che vederla dall'esterno è tutta un'altra cosa. Ho visto tutte squadre di buon livello delle squadre e credo sarà un Europeo abbastanza equilibrato, anche se ci sono tre o quattro team favoriti: Francia, Spagna, Germania e, credo, anche l'Italia. Potrebbe però anche esserci una sorpresa, come la Croazia o il Portogallo".
Lo scorso Campionato Europeo vide la vittoria della Spagna in finale contro l'Italia, una sfida che potrebbe magari ripresentarsi anche quest'anno... "Sarebbe bello vedere un'altra finale Italia-Spagna, ma con un diverso risultato finale".
E la nazionale azzurra? "Ha buoni giocatori - ha detto ancora Pirlo - Ai miei tempi giocavamo in maniera diversa, un po' particolare. Oggi ci sono altri giocatori, che hanno un diverso stile di gioco per provare a ottenere il risultato migliore. La mia mancata convocazione all'Europeo? Sapevo quando presi la decisione di venire a giocare nella MLS che sarebbe stato molto difficile essere convocato, pertanto non era quello uno dei miei obiettivi principali. Per poter essere convocato da Conte avrei dovuto giocare ancora una stagione nella Juventus. Dopo la finale di Champions League persa con La Juve, comunque sentivo che era ora di cambiare, le motivazioni per continuare a giocare non erano finite, e così ho fatto".

