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Vittorio PariginiGetty Images

Parigini-Chievo ai saluti: "Che errore, a gennaio vado via"

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Vittorio Parigini e il Chievosi saluteranno con 6 mesi d'anticipo. Lo annuncia il giovane attaccante, di proprietà del Torinoma in prestito ai veneti, mostrandosi infelice in gialloblù.

Pellissier: "Mi voleva l'Inter"

"A gennaio me ne vado. Cambio squadra - l'annuncio a 'Tuttosport' - Sicurissimo. Il mio nuovo agente, Paolo Paloni, ne ha già anche parlato ripetutamente con il Torino, che è proprietario del mio cartellino e vuole che io cresca, che trovi spazio perché possa migliorare, emergere".

I motivi del prematuro divorzio sono presto spiegati: "Per Maran sono il sesto attaccante. Non mi vede. Non gli interesso a priori, per cui non sto nemmeno a chiedergli il perché. Vivo da separato in casa, a Verona. Ma supererò anche questa. E’ stato un errore andare lì. Sarebbe stato meglio dire sì al Palermo, o al Sassuolo, o al Pescara, o al Crotone. Tutte squadre che mi volevano e che avrebbero potuto darmi la possibilità di giocare".

"So bene che bisogna conquistarsi tutto, che nessuno ha il posto garantito, che ho appena 20 anni. Ma se non vieni neanche considerato in partenza, allora non c’è partita - aggiunge Parigini - Non basta la buona volontà. O il talento. Purtroppo sono stato consigliato male. Il Toro non c’entra niente. Il Toro la pensava come me, aveva i miei stessi dubbi".

Per il mercato invernale, il talento dei granata ha le idee chiare: "Cerco una squadra e un allenatore che credano in me. Ovviamente in A, in prima battuta. Ma se la soluzione migliore fosse tornare in B, in una società in lotta per vincere il campionato, non avrei remore a scendere di categoria. L’importante è giocare, se no divento matto e perdo solo tempo. A gennaio, d’intesa col Toro, troverò la strada giusta".

L'obiettivo, comunque, è quello di affermarsi in Piemonte: "Ad agosto, prima di andare via, Mihajlovic mi ha detto: “Sei bravo. Gioca, cresci e riconquistati il Toro, io ti aspetto”. Dopo aver fatto tutto il vivaio, il mio sogno è tornare a Torino e potermela giocare anche in granata, un giorno".

Parigini è fresco di stage in Nazionale agli ordini di Ventura: "Sono stati giorni davvero fantastici a Coverciano. E’ stato un piacere incontrare di nuovo col mister e il suo staff. Con loro avevo partecipato al ritiro estivo del Toro nel 2013, a 17 anni, prima di andare in prestito alla Juve Stabia".

"Per me far parte della rosa azzurra nel 2018 non è solo un sogno, è un obiettivo - fa sapere - Intanto mi auguro di essere di nuovo convocato agli stage che si svolgeranno il prossimo anno. In questi giorni abbiamo lavorato molto sulla tattica. Sul 4-2-4. E’ un modulo perfetto, per un esterno offensivo come me. Ma posso giocare anche in un tridente offensivo. O da seconda punta".

Sabato c'è Torino-Chievo: "Sarò di sicuro in panchina. Ma spero di entrare. Per farmi vedere, per sfogare la rabbia. Se segnassi, comunque, non esulterei. Per rispetto dei tifosi. Sono anch’io un tifoso granata. Al massimo leverei le braccia al cielo in memoria di mia nonna, mancata proprio il 26 novembre di 4 anni fa".

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