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Marotta Paratici JuventusGetty Images

Paratici e il rapporto con Marotta: "Io sceglievo i giocatori, lui conosce bene i numeri"

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Dopo l'addio di Marotta il calciomercato della Juventus è completamente nelle mani di Fabio Paratici, ex braccio destro dell'attuale amministratore delegato dell'Inter.

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Ma lo stesso Paratici, in un lunga intervista concessa a 'Sky Sport', adesso spiega meglio il rapporto con Marotta.

"Credo che fossimo molto ben assortiti, complementari. Io mi occupavo di una parte prettamente tecnica, lo scouting, il rapporto con gli agenti, individuare i calciatori. I calciatori li sceglievo io? Sì, c’era il confronto con lui, che è una persona molto esperta, che conosce il calcio e che conosce molto bene i numeri, e fino a dove si poteva arrivare in una trattativa. Io portavo avanti fino all’ultima fase, dove lui interveniva con la sua esperienza e mi aiutava a fare meno errori possibili".

Quindi Paratici torna sull'acquisto di Cristiano Ronaldo rivelando altri retroscena relativi alla volontà del portoghese di trasferirsi a Torino e sugli inizi della trattativa.

"Con Cristiano è stato abbastanza semplice perché lui aveva in testa di venire alla Juve. Non c’è stato bisogno di convincerlo tanto. Credo intorno al 25 di maggio, dopo la finale di Champions. Lui è stato subito deciso, ha detto “Io, se la Juve c’è, voglio solo la Juve”. Il Presidente Agnelli è una persona molto presente, ci si può incontrare facilmente. Eravamo in giorni di programmazione, questo non era programmato, ma io gli ho detto: “Ci sarebbe una opportunità, l’importante è che mi ascolti fino alla fine". Sai, quando ti presenti nel suo ufficio e gli dici che devi comprare Cristiano Ronaldo…  Ma lui capì subito".

A quel punto l'arrivo di Cristiano Ronaldo era nelle mani di Agnelli che almeno inizialmente ha chiesto un po' di tempo a Paratici.

"Quando sono uscito dall’ufficio ho creduto che potessimo arrivarci. Agnelli mi ha detto: “Fammici pensare un giorno o due”, ma mi ha telefonato dopo tre ore. Per redigere tutti i contratti ci siamo chiusi in una villa sul Lago Maggiore per un giorno intero con tutti gli avvocati della Juve e del calciatore".

L'operazione più complessa però secondo Paratici fu quella per l'acquisto di Carlos Tevez, giocatore che la Juventus aveva inseguito per mesi.

"Lo abbiamo contattato alla fine del primo anno alla Juve, quando non facemmo una bella stagione. Dovevamo rilanciare la Juve e contattammo ugualmente Tevez, anche se non eravamo qualificati per la Champions. I grandi giocatori, quando non giochi la Champions, fanno fatica a venire. Però lui disse subito: “Sì, anche se non siamo in Champions, io alla Juve verrei”. Poi la trattativa non è andata in porto per altri motivi, economici, però siamo sempre rimasti in contatto perché è sempre stato un mio chiodo fisso portare Tevez alla Juve".

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