Domenica si chiuderà definitivamente la stagione 2017-2018, un’annata difficile per il Genoa che, però, nel finale, è riuscito a tirarsi fuori dai guai. Merito anche dell’esperienza e della qualità di Goran Pandev, uno che a 35 anni sembra vivere una seconda giovinezza. Le tante vittorie in carriera, incluso il Triplete con l’Inter di Mourinho e ben cinque allori in Coppa Italia, non hanno minimamente scalfito il suo entusiasmo.
Tanto che il macedone è pronto a rinnovare il contratto in scadenza a giugno e ad andare oltre, trascinando il suo Genoa ad obiettivi sempre più prestigiosi. Con un giocatore navigato come lui, però, non possiamo non parlare dei temi del campionato in generale, anche perché domenica c’è un importantissimo Lazio-Inter. Due maglie che lo hanno visto grande protagonista…

E’ tempo di bilanci: come giudichi la stagione del Genoa? E la tua personale: “Abbiamo iniziato molto male, in maniera anche inaspettata. Poi, però, ad un certo punto ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti che non potevamo andare avanti così. Ci siamo compattati, abbiamo reagito e alla fine sono arrivati anche i risultati. Ci siamo meritati la salvezza. Dal punto di vista personale sono contento, perché ho giocato tante partite. Forse avrei potuto fare più goal, ma ho lavorato tanto per la squadra e sono comunque soddisfatto del mio contributo”.
Inizio complicato, dicevi, qual è stata la chiave di volta della stagione rossoblù? “L’arrivo di Ballardini ci ha dato una bella sferzata. Il mister ci ha parlato in modo chiaro, ci ha messo di fronte alle nostre responsabilità, ci ha anche dato fiducia. Da quel momento le cose sono cambiate, abbiamo cominciato a fare punti, anche su campi difficili e con l’arrivo dei risultati abbiamo acquisito ancor più autostima”.

All’inizio pensavi potesse essere un’annata così complicata? La rosa del Genoa non è da lotta per non retrocedere… “Sinceramente non avrei mai pensato di soffrire tanto. Avevamo una rosa di ottimo livello. Quando in ritiro sono arrivati Bertolacci e Lapadula dal Milan ho pensato si potesse puntare ad una salvezza tranquilla e probabilmente lottare anche per qualcosa di più. Poi, però, la partenza difficile ha complicato tutto”.
Qual è stato il principale merito di Mister Ballardini? “Ci ha fatto capire che potevamo farcela, che dipendeva tutto da noi. E’ stato diretto, concreto: prima magari, per eccesso di voglia di vincere, rischiavamo troppo e finivamo per perdere. Lui ci ha fatto capire che ci si salva anche con i pareggi, anche perché muovere la classifica e fare punti ci avrebbe aiutati anche dal punto di vista psicologico”.
Getty ImagesE alla fine è arrivata la salvezza. Tu, però, ora sei in scadenza di contratto col Genoa… “Ancora non c’è nulla di ufficiale, con la società stiamo parlando. Adesso abbiamo l’ultima partita e poi ci incontreremo di nuovo. La mia volontà è quella di restare, perché sono qui da tre anni ormai e sono onorato di far parte di una società gloriosa come questa. I tifosi, poi, sono eccezionali e anche la mia famiglia si trova benissimo qui. Diciamo che le condizioni per continuare insieme ci sono tutte…”.
Perin, invece, potrebbe partire… “Sarei davvero felice se rimanesse, perché è un grandissimo portiere, ma posso capire che aspiri a giocare la Champions League. Io l’ho giocata e vinta, so quanto sia bello per un calciatore, è un po’ come coronare il sogno che si ha fin da bambini”.
GettyDa attaccante ad attaccante: un giudizio su Giuseppe Rossi? Dove può arrivare o, sarebbe meglio dire, tornare? “Che sia un grande giocatore lo si vede subito, appena tocca palla e credo che lo abbia dimostrato anche nelle ultime partite. Sono convinto che quello del Genoa sia l’ambiente ideale per lui. Con l’aiuto del mister e di tutti i compagni, sono sicuro che tornerà ad altissimi livelli”.
Domenica c’è Lazio-Inter, due squadre in cui sei stato grande protagonista: vai con il pronostico, chi va in Champions alla fine? “Difficilissimo, davvero non saprei. Speriamo che sia innanzitutto una bella partita. La Lazio è avanti in classifica, ma l’Inter è davvero un’ottima squadra. Può succedere di tutto, anche se credo che i biancocelesti siano avvantaggiati dal fatto di giocare in casa. L’Olimpico lo conosco bene e in partite come queste può diventare un fattore”.
Sei anche ex del Napoli, dunque non possiamo non chiederti un parere: pensavi anche tu potesse essere l’anno buono per lo Scudetto? Cosa è mancato? “Sì, per come giocavano ho pensato che potesse essere davvero l’anno giusto per il Napoli. Difficile dire da fuori cosa possa essere successo, ma la sensazione è che, forse, dopo la vittoria di Torino allo Juventus Stadium, abbiano commesso l’errore di credere che fosse già fatta. Alla fine, credo che la sconfitta di Firenze sia stata una mazzata per loro”.
GettyGiriamo la domanda: cosa ha avuto in più la Juve? “La Juve ha una rosa molto ampia, ha uomini abituati a giocare ad altissimi livelli, che difficilmente sbagliano l’approccio. Spesso per vincere i campionati sono più importanti le gare contro le “piccole” che gli scontri diretti e quelle i bianconeri difficilmente le sbagliano. Il Napoli, invece, ha perso troppi punti per strada e alla fine ha pagato il conto”.
A proposito di vincenti: un giocatore che, come te, ha realizzato un Triplete (e vinto molto altro), a 35 anni è ancora capace di sognare? “Fin quando giochi, sogni sempre... E’ vero, nella mia carriera ho vinto tutto, ma sono certo che vincere qualcosa qui avrebbe davvero un sapore speciale. Chissà, magari riesco ad alzare un’altra Coppa Italia e migliorare il mio record. Anche io ne ho vinte quattro di fila come la Juve (Lazio, due con l’Inter e una con il Napoli dal 2009 al 2012, ndr) e ben cinque in totale (l’ultima col Napoli nel 2014, ndr). Vincerne una con il Genoa, però, sarebbe davvero il massimo”.




