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José Mourinho y Mesut Ozil, Real MadridGetty Images

Özil e il litigio con Mourinho: "Se sei così figo gioca da solo!"

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I Mondiali del 2010 furono decisivi per la carriera di Mesut Özil: il grande passo dal Werder Brema al Real Madrid avvenne per volere di José Mourinho, all'epoca nuovo allenatore dei 'Blancos' dopo aver conquistato il 'Triplete' con l'Inter.

Il rapporto tra il trequartista tedesco e lo 'Special One' non fu sempre rose e fiori: colpa di due caratteri vivaci andati spesso a scontrarsi tra di loro, come raccontato in passato dal giocatore. Queste le sue dichiarazioni raccolte da 'Marca'.

"Si è fermato. Mi guardava con i suoi occhi marrone scuro. Mi sono appoggiato all'indietro. Era come lo sguardo di due pugili prima del primo round. In quel momento lo odiavo, anche se in realtà lo adoravo. Poi si è alzato in punta di piedi con le braccia vicine al corpo e ha iniziato a saltare".

"A quel punto gli ho detto: 'Se sei così figo gioca da solo! Ecco la maglietta, indossala. Buona fortuna'".

"Ho afferrato l'asciugamano e sono andato verso la doccia, senza dirgli una parola. Poi mi sono scusato per il mio comportamento nei confronti di Sergio Ramos e della squadra".

L'addio col Real Madrid fu burrascoso e in questa vicenda ne uscì ridimensionata la figura del padre di Özil.

"Lasciare il Real Madrid è stata la decisione più difficile della mia vita. Sognavo di vincere la Champions League con quella squadra".

"Mio padre non è perfetto e i negoziati non sono andati bene. Non era avidità, gli avevamo chiesto ciò che ritenevamo giusto e lui non ce lo ha dato. Essere testardi con Florentino (Perez, ndr) non è il massimo. In un impeto di rabbia mi ha chiuso l'account Twitter e ho perso milioni di fan. Addirittura questo ha provocato problemi giudiziari con Adidas".

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