La 18ª e ultima giornata di campionato dell’anno solare in corso si chiude in maniera diversa, con la vittoria del Milan nella finale di Supercoppa italiana. I rossoneri si aggiudicano per la settima volta questo trofeo battendo i diretti rivali ai calci di rigore, rinnovando cosí una tradizione che ha visto queste due squadre andare sempre oltre i tempi regolamentari in tutte e cinque le finali in partita secca tra Coppa Italia, Supercoppa e Champions League (quattro volte ai rigori).
Decisivo il penalty parato da Donnarumma, che ipnotizza Dybala nel quinto rigore bianconero, dopo una gara in cui era stato il Milan a prevalere sul campo (51% di possesso palla e 54% di vantaggio territoriale), con una Juventus invece più concreta con 9 tiri nello specchio contro i 5 del Milan.
Nella lotta al secondo posto fa un passo in avanti la Roma, che grazie alla vittoria sul Chievo prende due punti sul Napoli, bloccato a Firenze sul 3-3, in un match la cui unica nota positiva per gli azzurri è stato il ritorno al goal di Gabbiadini dopo un digiuno che durava dal 24 settembre scorso. Il Napoli segna tanto, confermandosi il miglior attacco del campionato con 40 centri, ma concede altrettanto, avendo finora incassato 21 goal, sette in più dello scorso anno dopo 18 giornate.
All’Olimpico gli spettri della sconfitta di Torino avvolgono la Roma solo nel primo tempo, con un Chievo ben chiuso nella propria trequarti, e con i giallorossi che vanno sotto a causa di un grave errore di Bruno Peres nella marcatura in area su De Guzman.
Suonata la sveglia gli uomini di Spalletti tornano tra i vivi e iniziano a macinare gioco: El Shaarawy pareggia allo scadere del primo tempo su calcio di punizione, poi nella ripresa la Roma raddoppia il numero di tiri da dentro l’area di rigore (10 contro i 5 della prima frazione) e segna due volte con Dzeko (13ª rete in questo campionato) e Perotti, ancora in goal su rigore. Terzo successo in rimonta per i giallorossi, e nove punti conquistati da situazione di svantaggio: due primati nella Serie A in corso.
Risale la china dalle ceneri dell’eliminazione in Europa League l’Inter di Pioli, che nella delicata sfida contro la Lazio annienta la sua ex squadra con tre goal a zero. I nerazzurri ottengono il loro terzo successo di fila, tanti quanti ne avevano raccolti nelle precedenti 10 partite, e si portano a cinque punti dal terzo posto del Napoli.
Getty ImagesCon Pioli l'Inter ora viaggia a 2,17 punti di media in sei giornate, mentre prima la media era 1,42 in 12 giornate, ma dato ancora più importante è stato tenere la porta inviolata in tre match di fila, cosa che non accadeva dal novembre 2015. Icardi si conferma inarrestabile a San Siro, con quattro doppiette nelle ultime sei gare interne in campionato, e sale da solo in testa alla classifica marcatori con 14 reti: prima di questa stagione, l’argentino aveva segnato al massimo 10 goal alla 18esima giornata.
In fondo alla classifica, la sfida salvezza tra Palermo e Pescara termina senza né vincitori né vinti: i rosanero rimangono, con gli abruzzesi e l’Osasuna, una delle uniche tre squadre a non aver ancora vinto in casa nei cinque maggiori campionati europei, mentre il Pescara (esclusa la vittoria a tavolino col Sassuolo) non ottiene un successo nella massima serie da 36 partite (6 gennaio 2013 contro la Fiorentina).


