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Luciano Spalletti InterGetty Images

Non vince e non compra: l'Inter scricchiola, Spalletti deluso

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Domenica 3 dicembre 2017. E' questa la data dell'ultima vittoria dell'Inter, a San Siro contro il Chievo per 5-0. Una partita che aveva riempito di speranza il cuore dei tifosi nerazzurri ma, come successe l'anno scorso con il roboante 7-1 rifilato all'Atalanta, è stato solo l'inizio della fine. Almeno per ora.

In quel periodo Luciano Spalletti pensava sì al mercato di gennaio, già conscio che ben presto qualche limite della rosa si sarebbe intravisto, ma era forte, sereno e orgoglioso dei suoi giocatori, che rispondevano perfettamente alle sue richieste e lasciavano sempre il 100% in campo. Poi qualcosa si è rotto e l'ex tecnico dello Zenit si è completamente trasformato, tornando quello nervoso dell'ultimo periodo a Roma, quando la vicenda riguardante Totti lo tormentava quotidianamente.

Lo ha detto a più riprese l'allenatore dell'Inter: "Qui sembra che mi volete convincere che funzioni sempre così, che ad un certo punto della stagione la squadra crolli. Ma io non riesco a spiegarmi perché, perdiamo convinzione, personalità e carattere. Il mercato non ci può cambiare la stagione, dobbiamo esserlo noi a farlo".

PS Inter

Tutto giusto, ma Spalletti sa benissimo che un innesto come Javier Pastore, ad esempio, avrebbe portato una ventata di freschezza ad Appiano Gentile, ed anche un enorme bagaglio tecnico. E invece l'allenatore nerazzurro dovrà "accontentarsi" soltanto di Rafinha, che contro il Crotone dovrebbe partire titolare, al netto di ribaltoni dell'ultima ora.

Come spesso accaduto nel trascorso dell'Inter, ad un solo nuovo acquisto della campagna trasferimenti viene affidato tutto il peso della situazione da ribaltare. In fondo successe la stessa cosa due anni fa, quando l'Inter di Mancini (capolista a fine anno) cominciò a crollare a gennaio, cercando un appiglio nel nuovo arrivato Eder. Poi, come sappiamo, la storia ha raccontato ben altro.

Ma proprio l'ex attaccante della Sampdoria sabato sera contro il Crotone avrà un ruolo fondamentale, insieme a Rafinha, vista l'assenza quasi certa di Icardi per un problema muscolare. Dopo 23 giornate di campionato ha per la prima volta la chance di partire titolare, da prima punta, per dimostrare a Spalletti di non essere soltanto un rincalzo a partita in corso. 

Insomma, senza il mercato che ci si aspettava, l'Inter è aggrappata a queste piccole certezze. Qualche anno fa, Mourinho, per citare un uomo vicino all'ambiente nerazzurro, disse ai tempi del Real Madrid: "È un po' come l'omelette e le uova. Se non hai le uova, non puoi fare l'omelette. E, comunque, anche l'omelette dipende dalla qualità delle uova. Al supermercato tu hai uova di classe 1, 2 e 3, alcune sono più costose di altre e danno migliori omelettes".

Non facciamo fatica a credere che il mantra di Luciano Spalletti in questa fase della sua carriera sia proprio questo. Basta sostituire la parola "Omelette" con "Champions League"...

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