La Cina non è soltanto sinonimo di soldi spesi a vagonate per convincere i top player a trasferirsi dall'altra parte del mondo: il Paese asiatico ha intenzione anche di diventare un esempio di rispetto dei valori, che troppo spesso vengono purtroppo calpestati.
Emblematico è l'episodio accaduto a Zheng Zhi, capitano del Guangzhou Evergrande: come riportato da 'Il Corriere dello Sport', ha ricevuto dal suo club una multa di 100mila yen (pari a circa 12mila euro) per non aver condotto la sua squadra alla tradizionale stretta di mano con l'arbitro dopo il fischio finale.
Troppo forte la delusione per la sconfitta contro il neopromosso Tianjin Quanjian allenato da Fabio Cannavaro (che ha avuto la meglio per 4-3), motivo che però non gli ha evitato la sanzione: "Zheng Zhi non ha rispettato le regole, avrebbe dovuto essere un esempio e non lo è stato".
Una decisione che giunge dopo quella presa dalla Federcalcio cinese nei confronti dell'ex Chelsea Oscar, ora allo Shanghai SIPG, punito con 5200 euro di multa e squalificato per ben 8 turni dopo aver scatenato una rissa furibonda.

