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Bee TaechaubolGetty

Mr. Bee e il mancato acquisto del Milan: "Il cuore di Berlusconi…"

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Il 13 aprile scorso, il 99,93% delle quote del Milan sono state acquisite dalla Rossoneri Sport Investment Lux dell'imprenditore cinese Li Yonghong, che è diventato anche il nuovo presidente del club rossonero. In tale data è ufficialmente terminata l'era Berlusconi. L'anno scorso, però, era un altro soggetto che è arrivato ad un passo dal diventare l'azionista di maggioranza prima e di minoranza poi, per abbandonare infine la trattativa: Bee Taechaubol.

Intervistato dall'Independent, il broker thailandese ha raccontato i retroscena di una trattativa che è andata avanti a lungo, con continui rinvii e conclusasi infine con un nulla di fatto. Il primo contatto avvenne nel 2014 e inizialmente l'offerta consisteva nel rilevare il 51% delle quote del Milan: "Berlusconi è un uomo molto alla mano e di parola - ha spiegato Mr. Bee - Mi disse che c'erano al mondo solo due cose che non poteva fare: vendere la villa di Arcore e vendere il Milan".

La proposta di Mr. Bee divenne quindi l'acquistare il 48% del Milan, lasciando a Berlusconi il pacchetto di maggioranza... "Il presidente non aveva il coraggio di separarsi dal Milan - ha raccontato ancora - Non voleva cedere le quote di maggioranza e perdere il controllo di un club che aveva costruito in 30 anni. La nostra offerta fu così di acquistare il 48% e Berlusconi era d'accordo".

La somma da pagare era di 500 milioni di euro ed era la Chinese Bank Citic International a finanziare l'affare. Una settimana prima del closing, nel settembre 2015, però, la Citic comunicò a Taechaubol che avrebbe avuto come partner nell'affare anche un fondo cinese: Suning, Fosun o Citic International, che erano le rivali di Mr. Bee nella corsa all'acquisto del Milan. "Non aveva alcun senso - ha spiegato Taechaubol - Stavamo parlando con persone che cercavano di fare l'affare per conto proprio". La Suning è oggi proprietaria dell'Inter, Fosun del Wolverhampton e Citic possiede una quota del City Football Group del Manchester City.

Nel 2016 Taechaubol trovò i fondi attraverso altri canali, ma proprio quando stava per volare a Milano coi suoi investitori per chiudere l'affare, Berlusconi venne fermato da un problema cardiaco per il quale dovette essere operato: "Suo figlio mi disse che aveva bisogno di riposo, dalla politica e dal calcio. I suoi collaboratori, poi, dissero che a questo punto Berlusconi voleva vendere il 100% del Milan".

In tale situazione, però, Mr. Bee decise non vi fossero più le condizioni per proseguire nell'affare... "Ne parlai coi finanziatori e raccomandai di lasciar perdere - ha ricordato ancora Taechaubol - Non credo abbia senso per uno straniero acquisire un club del calibro del Milan senza avere un forte partner italiano. Berlusconi lo era, ma senza di lui era una cosa che non aveva senso fare, il rischio era troppo alto".

Non è stato dello stesso avviso Li Yonghong... "E' qualcosa che io non avrei fatto per le ragioni che ho spiegato - ha concluso Mr. Bee - ma lui avrà avuto le sue ragioni. Devo rendere merito a Mr. Li per il grande lavoro fatto per reperire la somma necessaria, non era facile farlo in così poco tempo. Il Milan sarà sempre il Milan, un club che ha la vittoria nel dna. Con le giuste strategie credo che tornerà presto al top".

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