Tale padre, tale figlio. Anche se in questo caso, il figlio ha poco (se non nulla) da spartire col padre. La pessima campagna europea del Monaco si è chiusa ieri con la sconfitta per 2-0 contro l'Atletico Madrid al Wanda Metropolitano. Le reti di Koke e Griezmann condannano la squadra di Thierry Henry all'ultimo posto nel girone A di Champions League, tagliandoli fuori anche per il discorso Europa League.
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Nel disastro, però, Henry ha dato modo ad un giovane di esordire nel calcio dei professionisti, in una serata che per lui sarà sicuramente indimenticabile.
Il cognome, di questo classe 2001, è di quelli pesanti. Eppure, Khephren Thuram ha mostrato subito la giusta dose di personalità, quando il tecnico lo ha chimato, al minuto 63, a fare il suo ingresso in campo.
Secondogenito dell'ex difensore di Parma e Juventus, Khephren è nato a Reggio Emilia, per poi crescere - calcisticamente e non - nella cantera del Barcellona. Come detto, non ha nulla da spartire in campo con il padre (nè con il fratello maggiore Marcus, attaccante). Centrocampista, può giocare davanti alla difesa, in una mediana a due o come interno destro di centrocampo. Come modello ha Pogba e come idolo Vieira, compagno di tante avventure del papà Lilian con la maglia della nazionale francese.
Un crocevia romantico, se si pensa che lo stesso Henry aveva debuttato, sempre 17enne e al fianco di Thuram senior, in maglia Monaco. Ma è stata una scelta quasi obbligata per Titi, che nel periodo nero dei suoi si trova in piena emergenza. Penultimo posto in Ligue 1, con 13 infortunati e la necessità di fare scelte coraggiose.
L'età media dell'11 sceso in campo ieri a Madrid era di 24 anni, grazie alle presenze dal 1' dii Badiashile e Massengo (17 anni), Biancone (18) e Sylla (19). Nella ripresa, oltre all'ultimo rampollo di casa Thuram è entrato anche Diop, classe 2000.
Una linea verde quasi obbligata per il club del Principato, a cui ora serve una scossa. Ma nel periodo buio, c'è spazio anche per storie romantiche, come quella di Khephren.





