Dopo un lungo infortunio, Andrea Conti è tornato a calcare il terreno di gioco con la maglia della Primavera del Milan. Il suo ritorno, però, è stato di quelli da dimenticare, per la sconfitta della squadra contro il Chievo, e per l’espulsione rimediata dal terzino.
Tre giornate di squalifica per il classe ’94, letteralmente esploso nei confronti del direttore di gara. Ora, però, emergono nuovi retroscena, che sembrerebbero ribaltare le carte in tavola.
Secondo quanto riportato da un’Ansa, infatti, l’arbitro in questione avrebbe mantenuto un comportamento tutt’altro che irreprensibile, per usare un eufemismo. E proprio sul suo atteggiamento "di scherno", "grave e pesante" perché nei confronti di minorenni, che farà forza la difesa del Milan, deciso a presentare ricorso alla Corte federale d’appello.
Il fischietto Andrea Colombo, infatti, nel postpartita, oltre ad espellere l’ex giocatore dell’Atalanta, ha avuto un diverbio anche con Paolo Maldini, dirigente rossonero, inibito dall’attività fino al 15 novembre dal giudice sportivo. Delle penalità che, a quanto appreso, potrebbero avere vita breve.
Da quanto emerge da alcune ricostruzioni, durante la partita Colombo (28 anni) avrebbe mantenuto un atteggiamento altezzoso nei confronti degli atleti, minorenni, prendendone perfino in giro alcuni per l’apparecchio ai denti, o definendone uno ‘grasso’, per poi avere anche un atteggiamento ai limiti dell’ostile verso Daniel Maldini, figlio dello storico capitano rossonero.

