Serata di Europa League amara per il Milan , sconfitto a San Siro dall'Arsenal: le reti di Mkhitaryan e Ramsey hanno interrotto la striscia di imbattibilità dei rossoneri che durava da 13 partite e da 599 minuti in cui non erano stati subìti goal.
Un passo indietro che compromette inevitabilmente il cammino europeo, a meno che a Londra non arrivi un'impresa che permetta di agguantare il passaggio ai quarti di finale, difficili ma non impossibili.
I rossoneri hanno faticato non solo dal punto di vista tecnico ma anche fisico, apparsi sulle gambe dopo il lavoro svolto in settimana in seguito al rinvio del derby, come annunciato da Gattuso qualche giorno fa: "Alla fine abbiamo fatto un carico di lavoro diverso, che sarebbe stato fatto durante la sosta di campionato e che abbiamo anticipato. Temo che mi abbiano odiato in questi due giorni".
Lo stesso tecnico milanista ha sottolineato nel dopogara questa difficoltà, facendo riferimento ad una squadra spaccata in due, colpa del fiato che non ha retto al cospetto dell'atleticità dei 'Gunners', apparsi invece in ottima forma: "Eravamo poco brillanti. Ho visto molta sofferenza, non so se è colpa di qualche errore fatto durante la preparazione".
A 'pagare' nelle prossime partite dovrebbe essere Patrick Cutrone , come avvenuto ad inizio stagione dopo il pesante ko arrivato sul campo della Lazio: sembra essere scoccata nuovamente l'ora di Nikola Kalinic , pronto a riprendersi il suo posto al centro del tridente d'attacco con Suso e Calhanoglu a supporto.
Un cambiamento significativo che spezza la striscia di partite (3) in cui Gattuso ha schierato lo stesso undici titolare, un evento che non accadeva addirittura da anni con Fabio Capello in panchina nella stagione 1991/1992 .
Per Kalinic dunque l'ennesima possibilità nonostante i numeri (solo 4 le reti in stagione) non siano affatto dalla sua parte. Gattuso ed il popolo rossonero continuano ad aspettarlo con pazienza, speranzosi che quei 25 milioni pagati in estate per strapparlo alla Fiorentina non si rivelino inutili.



