Si ami o si odi, in maniera oggettiva non può non essere considerato uno dei migliori calciatori della storia del calcio. Dribbling da mal di testa nello stretto, velocità con la palla al piede da Flash, abilità nel trasformare in goal qualsiasi pallone, sopratutto se ben lavorato. Leo Messi compie trent'anni, la maggior parte dei quali passati a Barcellona, la sua casa.
Da diciasette anni vive a Barcellona, lavora per creare sogni, per divertirsi e vincere. Ma prima e durante la sua era in Catalogna, le possibilità diversa dalla stessa ci sono state eccome: poteva finire a Real Madrid e Como prima dei blaugrana, poteva arrivare all'Inter dopo le prime stagioni sotto la Sagrada Familia. Invece nulla, è rimasto, e potrebbe rimanere per tutta la sua vita da calciatore. E se le Sliding Doors avessero portato altrove la Pulce?
LA FAMOSA POSSIBILITÀ COMO
Nel suo Genoa ha visto passare grandi campioni come Diego Milito, ma Messi, diversi anni prima, sarebbe potuto arrivare nella società controllata prima del Grifone, il Como. Enrico Preziosi ha raccontato più volte il mancato ingaggio della Pulce nella squadra lombarda.
"Messi venne da noi per un provino: aveva 15 anni e lo scartammo" ha evidenziato a più riprese il presidente del Genoa, tra i rammarici. "Non si decise di prenderlo per varie situazioni del Como: ogni tanto si fa qualche errore, neanche lo ingaggiammo".
"Quando si prende un ragazzo c'è tutta una trafila anche per quanto riguarda i genitori, bisogna sistemarli in Italia. C'era tutta una situazione che impegnava la società a fare determinate cose, perché era minorenne. Certo che a vederlo adesso si può dire che avremmo sistemato i bilanci per trent'anni. Avere uno come lui è come avere mezza squadra".
Preziosi ha sempre affermato di avere avuto Messi in prova per due settimane, ma in realtà il Barcellona ha smentito alcuni anni fa: il giovane argentino venne proposto sì alla società lariana, ma in realtà sembra proprio che non si allenò mai in città.
IL BIVIO REAL MADRID
Torniamo indietro di due anni. Messi ne aveva tredici, pronto a lasciare l'Argentina per volare in Europa. I genitori lo affidarono a Horacio Gaggioli, suo primo procuratore, indeciso fino all'ultimo su quale squadra puntare per il grande sbarco nel Vecchio Continente.
"A un certo punto stavo per andare a vivere a Madrid, poi per una serie di circostanze scelsi Barcellona" la confessione di Gaggioli. "Fu così che portai Leo a un provino al Barcellona: se fossi andato nella capitale naturalmente lo avrei portato al Real Madrid".
Arrivato all'aeroporto, Gaggioli non ebbe una grande impressione di Messi: "Sbagliai. Pensavo sarebbe stato una grana, non aveva il fisico da calciatore. Poi lo vidi al provino col Barcellona e capii: sarebbe diventato un fuoriclasse".
IL RIFIUTO INTER
Passo avanti, è il 2006. Messi mette in mostra la sua classe da due stagioni, ma a Barcellona è in realtà ancora oscurato da sua maestà Ronaldinho. L'Inter prova a portarlo a Milano, con una cifra mai spesa nella storia del calcio: 150 milioni di euro.
Laporta ci pensa, ma decide di dire no a Moratti: "Erano pronti a pagare l'intera clausola rescissoria di 150 milioni di euro ed è per questo che dopo la alzammo a 250. Nonostante questo, sono sempre rimasto tranquillo per via del mio rapporto con suo padre, Jorge" ha raccontato l'ex presidente blaugrana.
Negli anni si è spesso parlato del desiderio interista di acquistare Messi, ma col passare del tempo si è rivelata utopia: tra amore per Barcellona, costo del cartellino, ingaggio e discesa verticale nerazzurra, non è stato possibile realizzare il sogno di Moratti. Almeno per ora.
E IN FUTURO?
Messi non ha ancora rinnovato il contratto in scadenza col Barcellona nel 2018, ragion per cui tanti club sognano ancora il suo ingaggio. A trent'anni è ancora uno dei due giocatori più forti al mondo, vale diverse centinaia di milioni: vederlo indossare una maglia diversa da quella blaugrana nell'ultimo triennio appare difficile.
Il PSG e il Manchester United avrebbero la possibilità di ingaggiarlo, così come i club cinesi. E proprio a proposito della possibilità asiatica l'attaccante argentino non ha chiuso completamente la porta, evidenziando però di voler chiudere la propria carriera a Barcellona.
"Non posso dire che andare in Cina sia impossibile, nessuno può dire che ci sia qualcosa di impossibile nel calcio di oggi, ma non mi è mai passato per la mente. Terminare la mia carriera al Barcellona è quello che ho sempre voluto e quello che sogno". Vedremo.

