Lunedì erano uno accanto all'altro in occasione del Gran Galà del Calcio AIC, premiati per il rendimento nella passata stagione. Questa sera saranno avversari in Napoli-Juventus, snodo non ancora cruciale ma decisamente importante della Serie A. Dries Mertens e Paulo Dybala si sfideranno per aiutare le rispettive squadre e in un certo senso anche se stessi: entrambi hanno vissuto un cammino piuttosto simile fino a questo momento della stagione.
PARTENZA BOOM
Getty ImagesQUI MERTENS - Mertens è stato uno dei calciatori del Napoli a rinunciare agli ultimi giorni di vacanza pur di ripartire il prima possibile, a dimostrazione della voglia di riprendere il discorso interrotto a maggio e raggiungere quel traguardo di cui da mesi si parla dichiaratamente, senza più remore. Non a caso il suo avvio di stagione è stato in linea con premesse e promesse. Mertens ha firmato il primo goal ufficiale dell’annata, nel preliminare contro il Nizza, e un totale di nove centri nelle prime 11 partite, trascinando il Napoli nel miglior avvio di campionato della sua storia. Una media realizzativa pazzesca a cui ci aveva abituato ormai da qualche mese, sin dal momento della svolta della sua carriera con il cambio di ruolo. Ma la sua firma sulla striscia vincente degli azzurri è stata tangibile al di là dei goal: questione di presenza, di peso specifico nei meccanismi offensivi di Sarri, nei quali è quasi più regista che centravanti. (SC)
QUI DYBALA - L'avvio di stagione proposto dalla Joya è stato semplicemente incredibile: dall'ininfluente doppietta di Supercoppa Italia rifilata alla Lazio, passando dalle triplette contro Genoa e Sassuolo, senza dimenticare i due lampi nel Derby. Roba da urlo e, se vogliamo, anche da PlayStation. Le pagelle, all'unanimità, hanno iniziato ad allinearsi su un vocabolo: ingiocabile. E così, infatti, è stato. Vero e proprio incubo per le difese avversarie, ridicolizzate dalle capacità tecniche del 24enne di Laguna Larga. Un inizio che, nonostante le datate doti, ha colto di sorpresa probabilmente anche la stessa Juventus, alle prese con un'esplosione nell'esplosione; auspicabile ma impronosticabile. Da qui, per l'appunto, il paragone del momento: “Vale Leo Messi?”. E la risposta, perlomeno in termini di continuità, è una sola: no. (RA)
AUTUNNO IN CALO

QUI MERTENS - La stagione del Napoli si è complicata nel momento dell’infortunio di Milik. Non nei risultati, a conti fatti, quanto nella gestione delle energie. Il polacco era più di una semplice alternativa in attacco, primo cambio per Mertens ma anche per Insigne, con conseguente spostamento del belga a sinistra. Piani saltati a Ferrara insieme al suo crociato, con Sarri privato di una risorsa importante e Mertens costretto agli straordinari: da ottobre in poi, per rendere l’idea, non ha saltato neanche uno dei 900 minuti giocati dal Napoli. Una condizione che inevitabilmente gli ha tolto qualcosa in termini di brillantezza ed esplosività, innescando una leggera flessione. Nelle ultime 10 uscite Mertens ha messo a segno soltanto quattro reti ed è rimasto a secco in sette occasioni. Numeri normali per un attaccante normale, non per uno che negli ultimi 12 mesi si era assestato su standard di eccellenza. (SC)
QUI DYBALA - I giovani, specialmente negli articolati meccanismi tipici del campionato italiano, vivono di alti e bassi. Peccato, però, che Dybala non appartenga più alla linea verde. Giunto al picco massimo di crescita, il numero 10 della Signora ha affrontato un duro periodo: nessun goal su azione per due mesi e poi, a puntellare la sconfitta di Genova – sponda blucerchiata – un guizzo a fulminare Viviano. Troppo poco per un giocatore di tale caratura, chiamato costantemente a mettere in mostra il suo repertorio. Nel mezzo, vere e proprie prestazioni impalpabili, da associare anche al cambiamento di entourage e, forse, anche a qualche piccola questione rosa. Insomma, i calciatori non sono dei robot. Ma certe pause, discorso che vale a maggior ragione per gli elementi più rappresentativi, non sono ammesse e fanno automaticamente notizia. (RA)
SCONTRO DIRETTO
Getty ImagesQUI MERTENS - Il Napoli che subisce meno reti può rinunciare a qualche goal dei suoi attaccanti, ma non può prescindere dal miglior Mertens. Soprattutto negli scontri diretti che indirizzeranno la stagione, a maggior ragione nel contesto di un campionato così spaccato in due. Nei match ad alta quota disputati fino a questo momento, Mertens ha trovato il goal soltanto contro la Lazio. Con Roma, Inter, Milan e Manchester City (due volte) si è dovuto ‘accontentare’ di prestazioni valide e qualche assist. Un buon punto di partenza, ma non abbastanza per uno dei 30 candidati al Pallone d’Oro che punta ad alzare l’asticella ancora un po’ più su. Per vincere lo Scudetto servono difesa e solidità, gioco e organizzazione, fame e concentrazione. E poi, nelle notti che contano, i colpi dei grandi campioni. I colpi che Dries Mertens ha dimostrato di avere nelle sue corde. (SC)
QUI DYBALA - Al San Paolo, test probante per svariati motivi, l'attaccante argentino dovrà trascinare i propri compagni. Al di là delle scelte tattiche, quindi al sistema di gioco base, la Joya raffigura la fonte di gioco offensiva primaria per Max Allegri, il quale spera vivamente nella buona vena del suo top player. Un risultato positivo a Napoli, supportato da un contributo individuale pimpante, fornirebbe a Dybala nuova linfa nel breve e lungo termine. Parallelamente, in maniera del tutto scontata, consoliderebbe le ambizioni di un grande non ancora – nei big match – perfettamente a suo agio in termini di personalità. Sotto il Vesuvio, comunque andrà a finire, si contrapporranno un vulcano di emozioni. (RA)





