Il suo Valencia occupa il secondo posto della Liga alle spalle del Barcellona e davanti al Real Madrid Campione d'Europa, eppure poco più di un anno fa Marcelino poteva diventare l'allenatore dell'Inter al posto di Pioli.
A raccontarlo è lui stesso in una lunga intervista concessa a 'Extra Time': "Io e il mio staff fummo contattati dai dirigenti dell’Inter. Andammo a Milano e facemmo due riunioni tecniche. Dopo la seconda eravamo sicuri del fatto che avremmo allenato l’Inter. E invece tra le 23 del sabato e il mezzogiorno della domenica le cose cambiarono. In 13 ore la nostra candidatura perse energia".
GettyOra però Marcelino si gode l'avventura a Valencia dove brilla anche la stella dell'italiano Zaza: "Il rendimento individuale è sempre influenzato in maniera evidente da quello collettivo. Simo sta giocando a un livello molto alto, segna con facilità, è secondo nel Pichichi dietro a Messi, cosa che ha un valore enorme.
È un lavoratore, un tipo che s’impegna con costanza e un ambizioso. Ed è anche uno che sa stare in gruppo e che fa bene allo spogliatoio. Siamo super soddisfatti e speriamo che venga convocato dall’Italia per il playoff con la Svezia. Ha fatto più che abbastanza per andare in nazionale".
Un'altra scommessa vinta da Marcelino è sicuramente Kondogbia: "Non avevo nessun dubbio che potesse rendere a grandi livelli. Non abbiamo cercato nessun altro, volevamo lui. Mi avevano parlato molto bene della persona, del professionista.
Se un giocatore ha in sé i valori del superarsi, della voglia, del sacrificio e del lavoro è impossibile che si dimentichi come si gioca a calcio. E Kondogbia a calcio sa giocare. Le sue qualità erano “assopite”. Eravamo sicuri che in una situazione favorevole a livello ambientale potessero risvegliarsi".

