Adios, mi ritiro. Anzi no. Vicente Del Bosque è pronto alla clamorosa marcia indietro sulla propria decisione di ritirarsi, espressa fra le pagine del suo libro, “Vincere e poi perdere”, rilasciate in anteprima da alcuni quotidiani spagnoli.
E dire che il c.t. delle ‘furie rosse’ aveva organizzato proprio tutto della propria vita ‘dopo il calcio’: “Ora che vedo molto vicino il momento del mio ritiro, non guardo al futuro. Credo che, il giorno dopo aver lasciato l'incarico di ct, faro' una vita normale”, aveva scritto.
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Poi, il dietrofront: “All’Europeo mancano ancora sei mesi, ed è molto. Io sono un uomo della Federazione e devo mettermi nelle loro mani prima di prendere una decisione sul futuro. Quando parlerò col presidente risolveremo tutto: le cose non si devono fare solo perché si vince o si perde”.
Parole del tutto diverse da quelle raccolte, invece, nell’ultimo capitolo del suo libro: “Se tutto va normalmente, dopo gli Europei lascerò la nazionale e la Federazione, anche per una questione di salute. Saranno otto anni come ct, e non è affatto mia intenzione rimanere aggrappato alla panchina. Quello che desidero di più è che la nazionale chiuda bene questo ciclo. Avrei potuto lasciare molto prima ma ho voluto lavorare fino all'età a cui lavorano la maggior parte degli spagnoli. Mi considero un privilegiato per essermi potuto godere la mia grande passione”.
Con la selezione spagnola Vicente Del Basque è salito sul tetto del mondo, nel 2010, trionfando nel Mondiale in Sudafrica, ripetendosi nel 2012 all’Europeo di Polonia e Ucraina. Piazzamento, questo, che gli ha permesso di essere nominato, sempre nel 2012, ’Commissario tecnico dell’anno IFFHS’ (premio già conquistato nel 2009 e nel 2010), ‘Allenatore dell’anno World Soccer’ e ‘FIFA World Coach of the year’.


