In pochi lo ricordano ma nella rosa del Chelsea che vinse la Champions League 2011/12 c'era anche un giovanissimo Romelu Lukaku, oggi bomber principe dell'Inter di Conte.
L'attaccante belga, in un'intervista concessa a 'Het Laatste Nieuws', confessa però di non sentire suo quel trofeo.
"Di Matteo mi disse che sarei rimasto con il gruppo fino a dopo la finale ma non ho toccato la coppa nemmeno con un dito. Perché non ho vinto quel trofeo. Ragiono così da quando avevo undici anni: se non ho contribuito, non è il mio trofeo".
Lukaku d'altronde non era neppure inserito in lista UEFA e dunque non giocò neanche un minuto di quell'edizione della Champions. Colpa, pure, di un rapporto tutt'altro che buon col precedente allenatore Villas-Boas.
"In allenamento mi è capitato di avere la casacca di chi gioca con entrambe le squadre. Una volta facevo il terzino a sinistra, poi a destra. Così non cresci. Ho detto al club cosa pensavo. So che era sotto pressione ma non doveva trattarmi in quel modo. Con Di Matteo è stato completamente diverso, mi ha coinvolto immediatamente. Sarebbe dovuto arrivare molto prima. Non ho mai perdonato Villas-Boas".



