L'ufficialità di Kalinic: "Niente Cina, resto alla Fiorentina"

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Cannavaro non molla, ma Nikola Kalinic annuncia: "Discorso chiuso, rimango alla Fiorentina". E se Paulo Sousa se ne andasse? "Dovrei riflettere".

Al Tianjin Quanjian ha preferito la Fiorentina, alla vagonata di soldi cinesi la maglia viola. Adesso è ufficiale: Nikola Kalinic rimarrà a Firenze anche fino al 28 febbraio, giorno di chiusura del mercato in Cina. Fabio Cannavaro ci ha provato e ci stava provando anche negli ultimi giorni. Inutilmente, però.

"È stato un mese lungo e complicato, ma ho cercato di mantenere la concentrazione sul lavoro. Del resto, la scelta l’avevo fatta: Firenze e la Fiorentina": così, in maniera secca, Kalinic parla in un'intervista al 'Corriere della Sera'.

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"Con un sì sarebbe stato tutto fatto. Anche se non so cosa avrebbe detto la società", dice ancora Kalinic, che precisa: "Premetto che non so di preciso quanto fosse l’offerta. Ma i soldi non sono tutto nella vita. Sono arrivato nel calcio vero da appena un anno e mezzo e non volevo andarmene. Penso di avere ancora tanto da dare e da fare in Europa. Ho un’idea precisa in testa: affrontare i grandi campioni e giocare partite importanti".

Niente da fare dunque per Cannavaro, che aveva definito Kalinic "la prima scelta per il mio attacco": Kalinic non ha nessuna intenzione di andare in Cina. "Mi ha chiamato a gennaio. Ma per me il discorso è chiuso e non si è mai riaperto".

Kalinic PS

La Fiorentina, rivela Kalinic, non gli ha fatto pressioni. "Nessuna. Due settimane fa ho parlato con il presidente Andrea Della Valle che mi ha detto di essere contento della mia scelta". Una scelta controcorrente: "Non giudico gli altri, ho fatto quello che mi andava".

A portarlo via dalla Fiorentina, semmai, potrebbe essere il sempre più probabile addio di Paulo Sousa: "Dovrei fare una riflessione in più. La sua presenza è molto importante. In ogni caso ho due anni di contratto".

Quanto alla clausola rescissoria di 50 milioni inserita dalla Fiorentina nel suo contratto, Kalinic fa sfoggio di umiltà: "Non valgo quei soldi e credo che nessuno li spenderà per me. In ogni caso non l’ho chiesta io: ne hanno discusso il club e il mio procuratore".

 

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