Niente impresa, niente qualificazione ribaltata. Al contrario, la Lazio di Maurizio Sarri si fa rimontare per la seconda volta tra andata e ritorno.
I biancocelesti salutano la Conference League e l'Europa agli ottavi di finale, dopo il terzo posto nel Gruppo F di Europa League, alle spalle di Feyenoord e Midtjylland, e dopo aver eliminato nei playoff i rumeni del Cluj.
"Non abbiamo una struttura per fare più di una competizione per volta dal punto di vista fisico, mentale e numerico. Non potevamo pensare di essere estremamente competitivi".
Maurizio Sarri ha commentato con cinismo l'eliminazione della sua squadra dopo il ko per 2-1 all'AFAS Stadion di Alkmaar, subito ancora una volta partendo da una situazione di vantaggio, proprio come accaduto nove giorni prima all'Olimpico nel primo round.
"Dopo il loro pareggio non ci abbiamo più creduto, è mancata convinzione" ha aggiunto visibilmente amareggiato ai microfoni di Sky Sport.
Ancora una volta i biancocelesti non riescono a ribaltare le sorti della qualificazione dopo aver perso l'andata in casa: è successo per la quinta volta nelle competizioni europee in altrettante occasioni.
GettyUn vero e proprio tabù a cui si aggiunge quello legato alle trasferte in campo internazionale.
Il rendimento lontano dall'Olimpico, se parliamo di gare europee, continua ad essere un costante nelle ultime stagioni.
Cambiano le stagioni, gli allenatori e i calciatori, ma fuori dall'Italia la Lazio continua a faticare terribilmente: i biancocelesti hanno vinto, infatti solo, 2 delle 21 trasferte disputate nelle competizioni internazionali.
Un dato che sottolinea le difficoltà di una squadra che fatica, evidentemente, non solo dal punto di vista tecnico contro avversari più o meno forti sulla carta ma dal punto di vista mentale.
Proprio come accaduto ieri sera, quando dopo il buon approccio alla gara e il vantaggio, si è completamente sciolta dopo il destro potente e ad effetto di Jesper Karlsson al minuto 27.
Sconfitte europee che non sono arrivate solo contro top club come Bayern Monaco, Siviglia e Porto, abituati a grandi palcoscenici internazionali e con in rosa calciatori di assoluto livello, ma anche contro club più modesti come il Cluj nell'Europa League 2019/2020 e l'Apollon Limassol nella stagione precedente.
Ancora una volta l'Olanda in trasferta è risultata fatale alla Lazio in questa stagione, eliminata dall'Europa League nell'ultimo turno in seguito al ko del De Kuip contro il Feyenoord, un match in cui la squadra di Sarri è passata in pochi secondi dal primo posto e la qualificazione agli ottavi al terzo e la retrocessione in Europa League con il goal di Santiago Gimenez.
Dopo l'eliminazione, a balzare agli occhi è anche il dato relativo al rendimento difensivo della squadra di Maurizio Sarri, che in questa stagione ha mostrato due facce completamente opposte tra campionato e coppe europee.
Se da una parte in Serie A la Lazio occupa il secondo posto nella classifica delle migliori difese del torneo, con 19 goal subiti in 26 gare (alle spalle della capolista Napoli, a quota 16) e ben 15 clean sheet, in Europa il discorso cambia totalmente.
Tra girone di Europa League e fase ad eliminazione diretta di Conference League, la Lazio ha tenuto la porta inviolata solamente in tre occasioni, subendo ben 15 reti in 10 gare.
Dottor Jekyl e Mister Hyde di una squadra che sta costruendo le sue fortune in campionato proprio grazie alla tenuta difensiva
Le continue rotazione e un turnover utilizzato con costanza da Sarri in Europa hanno certamente influito sui meccanismi difensivi di una squadra che saluta l'Europa con qualche rimpianto e un po' di amarezza.
GettyOra l'obiettivo dei biancocelesti è ripartire subito e il derby contro la Roma di domenica rappresenta un'occasione importante per rimettersi in marcia. Una partita dalla quale la Lazio può tornare subito in paradiso, cancellando la delusione europea, o scendere completamente negli inferi in caso di sconfitta.
Certamente il primo obiettivo della Lazio in questa stagione è quello di tornare in Europa. Poi toccherà a Sarri e ai suoi ragazzi sfatare definitivamente il tabù trasferte in campo internazionale, un risultato che dovrà essere una priorità dei capitolini già a partire dalla prossima stagione per tornare a sognare e sorridere anche lontano all'Olimpico e dall'Italia.



