Pubblicità
Pubblicità
Minister for Sport Italy - Vincenzo SpadaforaGetty

La Serie A vuole ripartire, Spadafora frena: "Ripresa graduale degli allenamenti"

Pubblicità

Ripartire ma con prudenza. Oggi è un giorno importante per il calcio italiano che presenterà in videoconferenza il protocollo stilato dalla Lega di Serie A al Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora.

E proprio il ministro durante un intervento in Senato ha di fatto anticipato la posizione ufficiale del Governo.

"Riprendere gradualmente gli allenamenti, mentre per quanto riguarda l’attività motoria all’aperto, su cui siamo tanto sollecitati dai nostri cittadini, e la ripresa dei campionati si valuterà anche con il comitato scientifico tecnico”

Le venti società ieri hanno deliberato all'unanimità sulla ripartenza del campionato ma, ovviamente, in una situazione delicata come quella attuale l'ultima parola spetterà al Governo che dovrà decidere se dare il via libera o bloccare ancora tutto.

Al momento l'ipotesi più probabile è che l'incontro di oggi sia in qualche modo interlocutorio dato che per capirne di più bisognerà attendere la fine ufficiale del lockdown, fissata per il prossimo 3 maggio.

Dal giorno dopo però è difficile ipotizzare che il calcio possa ripartire subito. Anche le società, insomma, saranno chiamate a rispettare il distanziamento sociale necessario per evitare un possibile contagio e già fissato dalla FIGC in due metri.

Gli allenamenti dunque dovrebbero ricominciare, ma solo individualmente. Il tutto mentre, come da protoccolo, i giocatori verranno sottoposti ad attenti screening sanitari per verificare il loro stato di salute.

L'ipotesi di una ripartenza molto graduale rischia di dilatare a dismisura il periodo in cui gli stessi calciatori verranno costretti a restare in ritiro senza avere nessun contatto con l'esterno. Famiglie comprese.

Una formula che potrebbe funzionare per la Serie A ma sarà difficilmente attuabile in Serie B. Mentre la Serie C è ormai pronta a fermarsi definitivamente. Per saperne di più comunque non resta che attendere ancora qualche ora. O qualche giorno.

Pubblicità