Molto probabilmente non scenderà in campo durante Sampdoria-Juventus a causa di una ferita al ginocchio: Stefano Sturaro non ha giocato molto in stagione (solo 397 i minuti) ma resta comunque uno dei cardini dello spogliatoio bianconeri per il suo carattere forte che lo contraddistingue.
Intervistato da 'Tuttosport', l'ex Genoa ha parlato della possibilità che in futuro giochi stabilmente da terzino, ruolo in cui è stato impiegato anche a Barcellona in Champions: "Decide Allegri, io mi adatto e cerco di imparare. E' complicato perché devi valutare tante cose, se giochi pensando qualcosa lasci per strada. Perché per me non è tutto naturale per chi è nato e cresciuto terzino. Cerco di riguardare le mie partite e gli allenamenti, mi fermo spesso dopo la seduta per parlare. Ma poi alla fine la cosa fondamentale è provare, riprovare e imparare dai propri errori".
La delusione per il fallimento dell'Italia sembra già essere stata smaltita: "Da italiano l'ho sentita personalmente. Il calcio, però, offre l'opportunità di partire più forti da una sconfitta. I nostri azzurri sono campioni che riescono a dividere Nazionale, Juventus e vita privata: professionisti micidiali. La delusione a Vinovo non è entrata".
GoalDybala è l'uomo in più della 'Vecchia Signora': "E' un trascinatore, un fenomeno, un predestinato... Ha un carattere forte e, sapete, ha assaggiato subito il sapore della vittoria e quando inizi così non ne puoi più fare a meno, è come una droga. Vuoi sempre vincere. Lui come Del Piero? Non so. Chiedeteglielo, io spero di giocare con lui per molti altri anni".
E pensare che in passato Sturaro fu vicino ai rivali del Torino: "Sì, ero un ragazzino della Sanremese. Venni a giocare una partita a Torino su un campo sintetico, ero nei Giovanissimi Nazionali, non mi presero... Ma, dico la verità, non so neanche che provino fosse. Alla fine arrivò Sbravati e da Sanremo mi portò a Genova".



