Com'è strano il calcio. A Zagabria, rimpiazzando al 26' della ripresa il Pipita, Mario Mandzukic entrava in campo in una partita già decisa da un risultato netto e non preposto a scossoni finali. Nell'imminente sfida dello Juventus Stadium, invece, le carte in tavola sono cambiate. Il bomber croato affronterà la sua ex Dinamo al massimo della forma psicofisica. Condizione atletica al top, dominio assoluto in tutti i settori del campo, massima volontà di rendere la vita difficile ai propri compagni di reparto.
Il fresco goal realizzato all'Atalanta, il quinto in diciassette presenze stagionali con Madama, sottolinea la straordinaria attualità del 30enne di Slavonski Brod. Le impacciate prestazioni di qualche mese fa sono ormai un lontano ricordo. E, complice lo stop rimediato da Paulo Dybala, il quadro generale recita tutt'altro copione.
Massimiliano Allegri, alle prese con una serie di moduli in rampa di lancio, in Mandzukic ha trovato un'assoluta certezza. Non a caso il rapporto è ottimo, feeling speciale sfociato nella permanenza sotto la Mole nonostante i 90 milioni spesi per Gonzalo Higuain. Il tecnico toscano, disegnando perlopiù sistemi di gioco a favore delle due punte, necessita come il pane del lavoro sporco proposto dal suo numero 17.
Operato certosino, impossibile da imitare, impegno generoso – e alle volte – eccessivamente altruista. Super Mario è il classico guerriero che ti entra nel cuore. I tifosi si affezionano rapidamente ai lottatori pronti a tutto e, dal canto suo, Mandzukic a carattere europeo ha pochi eguali.
Scarpa d'Oro, la classifica 2016/2017
Non a caso, pur con caratteristiche differenti, la Juventus ha deciso di puntare su di lui per sostituire Carlos Tevez, altro giocatore indimenticato dall'esigente pubblico zebrato.
La Dea ha pagato a caro prezzo la serata “Sì” del croato. Onnipresente e decisivo. E, proprio come accaduto nella passata annata, i mesi invernali tendono ad esaltare lo spirito battagliero di un Uomo vero.
E se il nuovo cammino portasse al tridente? Da non escludere. Complesso in termini di fattibilità, gli equilibri sono sacri, ma immaginare una Joya dietro Higuain e Mandzukic non è così utopistico; proprio come evidenziato ultimamente da Allegri.
Domani sera, dopo aver espugnato l'ostico campo di Siviglia, la Juventus è chiamata a fornire il minimo sforzo per tuffarsi nella fase successiva da prima della classe. La moda del momento ha un nome e un cognome: Mario Mandzukic.




