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Pjanic Juventus ChievoGetty

Juventus-Dinamo Zagabria, dubbio Allegri: tra 3-5-2 e 4-3-3

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Juventus-Atalanta, seppur con un atto di forza necessario da attuare dopo il ceffone di Genova, sottolinea come le caratteristiche dell'organico bianconero sposino oculatamente le linee guida del 4-3-1-2. Sistema di gioco caro a Massimiliano Allegri, a tratti protagonista della splendida cavalcata di Berlino, messo in soffitta qua e là per favorire le tematiche dell'amico 3-5-2.

Amico perché questo modulo ha regalato ben cinque scudetti alla Vecchia Signora. Amico perché, ancora oggi, il pacchetto arretrato con questo vestito riesce a ben figurare.

Il tecnico toscano, mai amante del compitino, ricerca costantemente l'evoluzione pur non perdendo di vista l'obiettivo: vincere. A Torino – sponda zebrata – un pareggio può rovinare la settimana tipo. Figuriamoci la magra totale.

E dopo la brutta sconfitta rimediata sotto la Lanterna, analizzando accuratamente le qualità della rosa, il condottiero livornese ha deciso di inserire al centro del discorso Miralem Pjanic. Scelta azzeccata, il bosniaco contro la compagine orobica ha proposto una prova da voto alto in pagella, fondamentale per zittire le malelingue. Ecco perché tornare al 3-5-2, dopo aver idealmente compreso come valorizzare il rendimento dell'ex giallorosso, potrebbe rivelarsi poco lungimirante; a maggior ragione con 2/3 della BBC out.

Pjanic, finora, non ha mostrato grande feeling né con la cabina di regia del centrocampo né con i tempi della mezz'ala classica. Mentre, senza compiti tattici e con la possibilità di imporre estro e fantasia, il numero 5 della Vecchia Signora ha convinto abbondantemente. Definirlo trequartista vecchio stampo, probabilmente, sarebbe errato. Ma parlare di “tuttocampista” preposto principalmente alla fase offensiva, invece, sarebbe cosa buona e giusta.

Allegri, impegnato a dover prendere una decisione sull'assetto base in vista dell'imminente sfida contro la Dinamo Zagabria, valuta a breve e lungo termine. La difesa a quattro senza Stephan Lichsteiner, pur affrontando un avversario modesto, non è così semplice da proporre; perlopiù considerando anche lo stop di Dani Alves. Juan Cuadrado, tanto per intenderci, giganteggia come esterno nel 3-5-2 e, in rampa di lancio, questo dovrebbe essere il modulo anti compagine croata.

La logica, senza azzardare granché, dopo la conferenza di rito opterebbe per Buffon tra i pali; Sturaro nel ruolo di terzino destro, Benatia e Rugani centrali, Evra a sinistra. Questa la linea a quattro. Marchisio in cabina di regia affiancato da Lemina e Pjanic. Cuadrado, Mandzukic e Higuain a comporre il tridente.

Ma anche il 3-5-2 è un'ipotesi viva. E qui i giochi sarebbero formati da Buffon in porta; Rugani, Benatia ed Evra a caratterizzare il pacchetto arretrato; Cuadrado sulla fascia destra e Asamoah in quella mancina come ai vecchi tempi; Marchisio davanti alla difesa spalleggiato da Lemina e Pjanic; Mandzukic e Higuain in avanti.

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