Il giorno dell'addio - poi diventato un arrivederci - in quel Juventus-Verona nessuno avrebbe immaginato un ritorno di Gianluigi Buffon alla 'Vecchia Signora', soprattutto a causa di un'età avanzata che però non sembra frenare il campione del mondo 2006.
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Nel corso della trasmissione 'Tiki Taka', il portiere bianconero ha rivelato il motivo che lo aveva spinto ad accettare la corte del PSG, mettendo fine ad un lungo periodo di successi in Italia.
"Non potevo non accettare la proposta economica e sportiva presentata dal PSG. E' un orgoglio quando un club del genere ti chiama a 40 anni: volevo vivere un'esperienza diversa ed uscire dalla mia zona di comfort. Il ritorno alla Juventus l'ho deciso una sera mentre ero solo a Parigi, quando mi son detto: a 41 anni cosa stai a fare qui con la tua famiglia in Italia? Ho forzato la mano col PSG e ho accettato subito l'offerta della Juventus che mi sembrava giusta".
Per ora Buffon non pensa ad un futuro dietro alla scrivania: la condizione fisica è ancora ottimale per fare il calciatore.
"No, al momento ho una condizione psico-fisica che mi fa sentire ancora un giocatore importante. Non ho preso in esame il futuro ma sono sereno e avrò modo di valutarmi. Quando mi accorgerò di non riuscire più a giocare come voglio io, andrò dalla società e gli dirò che è finita".
Un ritorno in Nazionale è totalmente da escludere: spazio ai giovani.
"La mia ipotetica presenza in Nazionale non c'entra nulla con un progetto fatto di giovani che sta dando i propri frutti. Donnarumma è il diamante che brilla di più, poi ci sono Meret e Sirigu. Senza dimenticare Cragno e Gollini. Il portiere è l'ultimo dei problemi per l'Italia".
Il rapporto con la Juventus va al di là delle prestazioni sul terreno di gioco.
"Questo club mi ha dato un patrimonio di valore inestimabile. Dirò grazie per tutta la vita. Se a 40 anni ho ricevuto la chiamata del PSG è merito della Juventus che mi ha dato l'opportunità di soffrire, lavorare e sognare. Al club devo tantissimo, oltre che a me stesso e alla natura che mi ha donato alcune doti".
Il ruolo di secondo portiere alle spalle di Szczesny è una novità per Buffon.
"Inizialmente avevo un po' di paura perché era una novità per me. Avevo qualche perplessità per il ruolo marginale in campo, ma poi le ho fugate quando ho rivisto i miei compagni di una vita. Ora il mio obiettivo è un altro: sfido me stesso, il che è molto più difficile che sfidare un avversario. Quando raggiungo un determinato livello godo e sono felice".


