+18 | Contenuto Commercial | Si applicano Termini e condizioni | Gioca responsabilmente | Principi pubblicazione editorialiADM
Joao Felix Camavinga gfxGetty Images

Joao Felix e Camavinga: a Madrid per diventare grandi

Nell’estate 2019, quando l’Atlético Madrid ha sborsato 127 milioni di euro per accaparrarsi Joao Felix, il mondo ha riposto sul super talento portoghese del Benfica infinite aspettative, date sia dal prezzo del cartellino, sia dal talento che lo stesso fantasista lusitano diciannovenne aveva dimostrato di avere nelle Aguias.

Nell’estate 2021, quando il Real Madrid ha convinto il Rennes a cedere il diciottenne Eduardo Camavinga per una cifra di poco superiore ai 30 milioni di euro, si è pensato ad un colpaccio, per assicurarsi uno dei centrocampisti più promettenti del panorama mondiale e non solo.

Per una volta, i due talenti che oggi condividono il compleanno (22 per Felix, 19 per Camavinga) e persino la città in cui vivono, si sono trovati quasi a ruoli invertiti. Perché normalmente è il Real che punta ai colpi ad effetto senza badare a spese, mentre l’Atlético ci ha abituato a ragionamenti diversi nella campagna acquisti. Per Joao, invece, non ha badato a spese. Mentre il Real per Camavinga non ha avuto bisogno di offerte mostruose, come sono stati ad esempio i 45 milioni per Vinicius e Rodrygo, arrivati dal Brasile e decisamente lontani dall’Europa.

Carriere parallele, che fino a qui si sono incrociate soltanto una volta, l’11 ottobre 2020 nella sfida di Nations League tra Francia e Portogallo allo Stade de France. Per la verità è stato un incrocio a metà, visto che Camavinga la partita l’ha vista per tutti i 90 minuti dalla panchina, mentre Joao Felix è stato in campo per quasi tutto il match. Non è dato sapere se si siano incrociati nel tunnel. Di certo non si sono scambiati le maglie, visto che il talento francese ha portato a casa quella di Cristiano Ronaldo, mostrata orgogliosamente sui social.

La prossima occasione buona per incontrarsi sarà nel weekend del 12 dicembre, nella 17ª giornata della Liga, quando si giocherà il derby di Madrid.

Sarà il primo per Camavinga, che sta entrando ancora nelle pieghe di una realtà diametralmente opposta rispetto al Rennes, ça va sans dire. Ancelotti non ha avuto timore a dargli fiducia: il conto delle partite giocate dal primo minuto è già di 5. Con goal all'esordio nella Liga. Anche se la dice lunga come l’unica partita in cui non abbia messo piede in campo sia stata la più delicata, il Clásico, nel quale il tecnico emiliano non ha voluto fare a meno dell’esperienza di Kroos, Casemiro e Modric.

Già, quei tre. La concorrenza, per Camavinga. O per meglio dire, i maestri di cui dovrà prendere l’eredità, insieme a Fede Valverde. Il Real Madrid non ha fretta e Camavinga nemmeno. Quando in estate si è trasferito al Bernabéu con un contratto fino al 2027, conosceva perfettamente chi si sarebbe trovato di fronte nelle gerarchie. Le sta provando a scalare, con successi alterni. Il futuro però è suo. Di pazienza ce n’è, specialmente in una fase della storia Madridista in cui il focus è incentrato sulle stelle del domani, non solo dell’oggi.

“Eduardo ha tutte le carte in regola per giocare nel Real” è stata l’incensata di Carlo Ancelotti a settembre, “è giovane e non sente la pressione, ci offre tanta qualità. È un centrocampista moderno, sa fare veramente tutto: non è uno specialista in una sola posizione, può giocare in qualsiasi ruolo. Il suo acquisto ha completato la nostra mediana”.

Tassello mancante. Quello che si pensava potesse essere Joao Felix per l’Atlético Madrid di Diego Simeone. Un giocatore con delle caratteristiche che raramente si sono viste in una squadra che, eccetto Griezmann, ha sempre cercato di fare della fisicità il proprio credo nei primi anni del Cholo. L’arrivo del super talento lusitano è coinciso con l’evoluzione che l’allenatore argentino ha cercato di completare. Solidità, sì, ma anche tecnica, lunghe fasi di possesso palla e maggior ricerca del guizzo individuale.

L’approccio al primo anno, per la verità, non è stato così facile. Alcuni goal, diversi problemi fisici, ma pochi spunti. Seppur notevoli.

Un giocatore diverso rispetto al talento dalla tecnica sopraffina ammirato al Da Luz nell’anno precedente. Meglio nella seconda stagione, la scorsa, quella del titolo, anche se con un finale in calando: mai titolare in nessuna delle ultime 6 gare.

“Il mio calcio è fatto di dribbling, di ricerca dell’uno-contro-uno, di creazioni di occasioni per i compagni. È ciò che sto cercando di fare ed è ciò che mi chiede l’allenatore. Devo continuare di questo passo” ha dichiarato dopo il 2-3 che l’Atlético ha incassato in casa dal Liverpool.

Il suo rapporto con Simeone si sta consolidando: ‘Marca’ nelle scorse settimane ha raccontato di come il talento lusitano abbia convinto il Cholo con il suo atteggiamento in allenamento. Sicuramente il suo auspicio è quello di essere più coinvolto con continuità, visto che soltanto in 16 occasioni sulle 87 presenze complessive è rimasto in campo per tutti i 90 minuti, meno del 20%. È stato titolare statisticamente in due partite su tre, ma in 41 occasioni è stato sostituito.

Se da un lato si può parlare di aspettative disattese, anche se queste erano più frutto del costo del cartellino che altro, dall’altro si può parlare dell’inizio di un’esperienza comunque formativa. A 22 anni, Joao Felix ha davanti a sé ancora tutto il meglio e intanto ha già una Liga nel palmares vinta davanti al Barcellona di Messi e al Real Madrid. Anche se nel calcio chi ben comincia non è a metà dell’opera. E pure Camavinga, che di anni ne ha 19, ne è pienamente al corrente.

Di certo non ci sarà da stupirsi se tra un paio d’anni gli uomini copertina del derby della capitale spagnola saranno loro due.

TI È PIACIUTA QUESTA STORIA?

Aggiungi GOAL.com come fonte preferita su Google per vedere più articoli della nostra redazione.

Segui GOAL su Google