L’Italia come l’Inghilterra: due pareggi striminziti contro Paraguay e Nuova Zelanda nelle prime due gare del Mondiale. Contro la Nuova Zelanda è ancora 1-1, con Iaquinta che agguanta gli All Whites su rigore dopo il goal di Smeltz nei minuti iniziali, arrivato sugli sviluppi di un calcio di punizione. Per accedere agli ottavi agli azzurri occorrerà ora una vittoria sulla Slovacchia nella terza gara del girone F. Nuova Zelanda anche lei ancora in corsa per la qualificazione, per la quale agli oceanici servirà un successo sul Paraguay nella terza partita.
In campo – Per provare a battere la Nuova Zelanda e raggiungere il Paraguay in vetta alla classifica del gruppo F Marcello Lippi cambia il modulo, passando dal 4-2-3-1 al 4-4-2, ma non gli uomini, gli stessi della prima partita pareggiata contro la nazionale sudamericana. Marchisio gioca dunque esterno sinistro di centrocampo, con Pepe a destra, mentre in avanti la coppia di attaccanti è composta da Iaquinta e Gilardino. Nella Nuova Zelanda Herbert propone uno schema molto difensivo, il 3-4-2-1, con un centrocampo molto fisico e tre difensori centrali. In avanti gli “All Whites” presentano Killen e Smeltz dietro alla punta centrale Fallon.
Si gioca – L’arbitro guatemalteco Batres dà il via alla gara!. Italia in completo azzurro e con il lutto al braccio per la morte dell’ex difensore azzurro Roberto Rosato, neozelandesi in tenuta bianca. Gli uomini di Lippi hanno una partenza blanda, e al primo affondo passa la nazionale dell’Oceania. Punizione dalla distanza dal lato sinistro del campo, pallone mandato a centro area, dove Reid si aiuta con una spinta e anticipa di testa Chiellini. La palla è respinta da Cannavaro, che fa un liscio clamoroso, e resta lì a pochi passi dalla linea di porta. Irrompe Smeltz, partito però in posizione di fuorigioco, e mette dentro. Uno a zero per la Nuova Zelanda dopo soli sette minuti di gioco. La Nuova Zelanda pratica un calcio molto fisico, in particolare Fallon, che alza molto i gomiti quando salta, e viene ammonito dal direttore di gara. Gli azzurri si rendono pericolosi al 9’ minuto, con una punizione di Montolivo da posizione leggermente defilata sulla sinistra che costringe Paston a uscire e smanacciare il pallone fuori dall’area di rigore. Al 19’ Chiellini si mangia letteralmente la rete del pareggio: su angolo dalla destra di Pepe, Cannavaro spizza di testa per il difensore centrale della Juventus, che da buona posizione ciabatta l’impatto con il pallone e spedisce la sfera sul fondo. Bella azione di Zambrotta al 22’. L’esterno destro del Milan vede Paston fuori posizione e prova a pescare il jolly da lontano, ma il suo destro sfiora soltanto l’incrocio dei pali e termina fuori. Quattro minuti dopo c’è un palo clamoroso di Montolivo, con il tiro rasoterra dai trenta metri che avrebbe meritato maggior fortuna. Dopo una fase di sbandamento per il goal subito l’Italia sembra finalmente reagire. L’opportunità per il pareggio arriva al 28’, con una trattenuta in area di Smith su De Rossi, sulla quale Batres non ha dubbi a decretare il rigore per gli azzurri. Batte Iaquinta, che con freddezza spiazza Paston insaccando di destro sulla sinistra del portiere neozelandese. Raggiunto il pari l’Italia prova a tenere il possesso palla, con i neozelandesi schiacciati nella loro metà campo, ma non riesce a costruire azioni offensive di una certa pericolosità, anche per la lentezza della manovra. Bel tiro di De Rossi al 45’, con Paston che si oppone con i pugni e respinge; sulla ribattuta piomba Criscito ma la difesa neozelandese è brava ad anticiparlo in corner. Il primo tempo, dopo un minuto di recupero, finisce così 1-1. L’Italia dovrà aumentare il ritmo di gioco se vuole vincere la partita.
Il secondo tempo inizia con due cambi in casa Italia: Camoranesi al posto di Pepe e il capocannoniere dell’ultimo campionato, Di Natale, per uno spento Gilardino. Si passa al 4-3-3, con Camoranesi a destra, Iaquinta centrale e Di Natale a sinistra. Primo guizzo di Totò al 49’, con una girata dentro l’area di rigore da posizione defilata sulla destra: Paston respinge con i pugni il tiro dell’attaccante dell’Udinese. Ma la partita non decolla, e l’Italia non riesce un gioco convincente. La Nuova Zelanda controlla la partita senza troppi affanni, gli azzurri sono in evidente difficoltà. Lippi getta allora nella mischia anche Giampaolo Pazzini al posto di Marchisio. Poco dopo un cambio anche fra i neozelandesi con Wood per l’ammonito Fallon. Al 63’ botta di Vicelich al volo da fuori area, con palla di poco a lato del palo alla destra di Marchetti. Gli azzurri hanno molta fretta di attaccare e sbagliano molti passaggi. È ancora Montolivo l’unico pericoloso fra gli azzurri: al 70’ dopo una bella azione personale calcia di potenza da fuori area ma trova ancora una volta la risposta di Paston. Negli ultimi venti minuti si gioca costantemente nella metacampo neozelandese. Su assist di Camoranesi Iaquinta è troppo lento e si fa anticipare dai difensori avversari. Al 79’ ci prova Camoranesi, fra i più vivi, con il pallone che finisce di poco a lato del palo alla destra di Paston. Un minuto dopo c’è un’azione personale di Di Natale, che si accentra e tira dal limite dell’area, con palla di poco fuori. All’82’ su corner da sinistra di Montolivo svetta Chiellini ma manda sul fondo. Wood sfiora il clamoroso goal in contropiede all’83’: salta Cannavaro e conclude di sinistro in diagonale sul secondo palo, con palla di un nulla a lato. All’88 è ancora Camoranesi a impegnare severamente Paston con una conclusione da lontano. È l’ultima occasione per l’Italia. Non c’è niente da fare, anche contro la Nuova Zelanda arriva un pareggio per 1-1.
La chiave – La Nuova Zelanda imita la partita dell’Algeria contro l’Inghilterra e con tanto agonismo e molta fisicità ottiene un pareggio impronosticabile alla vigilia. Il resto lo fanno la manovra azzurra, troppo lenta e poco ispirata, e gli errori della difesa.
La chicca – Era dai Mondiali messicani del 1986 che l’Italia non faceva due pareggi nelle prime due partite del Mondiale. Curioso che anche allora ci furono due 1-1 contro Bulgaria e Argentina.
Top&Flop – Nell’Italia il migliore è Montolivo, l’unico a combattere per tutti i novanta minuti. Bene anche Zambrotta e De Rossi, fra i pochi a salvarsi dal naufragio. Il peggiore in campo è Marchisio, a disagio sulla sinistra e autore di una prova incolore. Male anche Gilardino, capitan Cannavaro e Iaquinta, che a parte la rete su rigore sbaglia molto dentro l’area di rigore. Nella Nuova Zelanda ottima prova di Reid, che dimostra grande personalità, e buone prestazioni di Paston e Vicelich.
Paolo Camedda
IL TABELLINO
ITALIA-NUOVA ZELANDA 1-1
MARCATORI: 7’ Smeltz (N), 29’ rig. Iaquinta (I)
ITALIA (4-4-2): Marchetti 6; Zambrotta 6.5, Cannavaro 5, Chiellini 6, Criscito 6; Pepe 6 (46’ Camoranesi 5), Montolivo 7, De Rossi 6.5, Marchisio 4.5 (62’ Pazzini 5.5); Iaquinta 5.5, Gilardino 5 (46’ Di Natale 6). A disposizione: De Sanctis, Bocchetti, Bonucci, Maggio, Gattuso, Palombo, Quagliarella. All. Lippi 5
NUOVA ZELANDA (3-4-2-1): Paston 6.5; Reid 7, Nelsen 7, Smith 6; Bertos 5.5, Elliot 6, Vicelich 6 (81’ Christie s.v.) 6,5, Lochead 6; Killen 6 (92’ Barron s.v.), Smeltz 6; Fallon 5.5 (63’ Wood s.v.). A disposizione: Bannatyne, Boyens, Sigmund, Brockie, Brown, Clapham, McGlinchey, Mulligan. All.: Herbert 6,5
ARBITRO: Batres (Guatemala) 5.5
AMMONITI: Fallon, Smith, Nelsen (N)
In campo – Per provare a battere la Nuova Zelanda e raggiungere il Paraguay in vetta alla classifica del gruppo F Marcello Lippi cambia il modulo, passando dal 4-2-3-1 al 4-4-2, ma non gli uomini, gli stessi della prima partita pareggiata contro la nazionale sudamericana. Marchisio gioca dunque esterno sinistro di centrocampo, con Pepe a destra, mentre in avanti la coppia di attaccanti è composta da Iaquinta e Gilardino. Nella Nuova Zelanda Herbert propone uno schema molto difensivo, il 3-4-2-1, con un centrocampo molto fisico e tre difensori centrali. In avanti gli “All Whites” presentano Killen e Smeltz dietro alla punta centrale Fallon.
Si gioca – L’arbitro guatemalteco Batres dà il via alla gara!. Italia in completo azzurro e con il lutto al braccio per la morte dell’ex difensore azzurro Roberto Rosato, neozelandesi in tenuta bianca. Gli uomini di Lippi hanno una partenza blanda, e al primo affondo passa la nazionale dell’Oceania. Punizione dalla distanza dal lato sinistro del campo, pallone mandato a centro area, dove Reid si aiuta con una spinta e anticipa di testa Chiellini. La palla è respinta da Cannavaro, che fa un liscio clamoroso, e resta lì a pochi passi dalla linea di porta. Irrompe Smeltz, partito però in posizione di fuorigioco, e mette dentro. Uno a zero per la Nuova Zelanda dopo soli sette minuti di gioco. La Nuova Zelanda pratica un calcio molto fisico, in particolare Fallon, che alza molto i gomiti quando salta, e viene ammonito dal direttore di gara. Gli azzurri si rendono pericolosi al 9’ minuto, con una punizione di Montolivo da posizione leggermente defilata sulla sinistra che costringe Paston a uscire e smanacciare il pallone fuori dall’area di rigore. Al 19’ Chiellini si mangia letteralmente la rete del pareggio: su angolo dalla destra di Pepe, Cannavaro spizza di testa per il difensore centrale della Juventus, che da buona posizione ciabatta l’impatto con il pallone e spedisce la sfera sul fondo. Bella azione di Zambrotta al 22’. L’esterno destro del Milan vede Paston fuori posizione e prova a pescare il jolly da lontano, ma il suo destro sfiora soltanto l’incrocio dei pali e termina fuori. Quattro minuti dopo c’è un palo clamoroso di Montolivo, con il tiro rasoterra dai trenta metri che avrebbe meritato maggior fortuna. Dopo una fase di sbandamento per il goal subito l’Italia sembra finalmente reagire. L’opportunità per il pareggio arriva al 28’, con una trattenuta in area di Smith su De Rossi, sulla quale Batres non ha dubbi a decretare il rigore per gli azzurri. Batte Iaquinta, che con freddezza spiazza Paston insaccando di destro sulla sinistra del portiere neozelandese. Raggiunto il pari l’Italia prova a tenere il possesso palla, con i neozelandesi schiacciati nella loro metà campo, ma non riesce a costruire azioni offensive di una certa pericolosità, anche per la lentezza della manovra. Bel tiro di De Rossi al 45’, con Paston che si oppone con i pugni e respinge; sulla ribattuta piomba Criscito ma la difesa neozelandese è brava ad anticiparlo in corner. Il primo tempo, dopo un minuto di recupero, finisce così 1-1. L’Italia dovrà aumentare il ritmo di gioco se vuole vincere la partita.
Il secondo tempo inizia con due cambi in casa Italia: Camoranesi al posto di Pepe e il capocannoniere dell’ultimo campionato, Di Natale, per uno spento Gilardino. Si passa al 4-3-3, con Camoranesi a destra, Iaquinta centrale e Di Natale a sinistra. Primo guizzo di Totò al 49’, con una girata dentro l’area di rigore da posizione defilata sulla destra: Paston respinge con i pugni il tiro dell’attaccante dell’Udinese. Ma la partita non decolla, e l’Italia non riesce un gioco convincente. La Nuova Zelanda controlla la partita senza troppi affanni, gli azzurri sono in evidente difficoltà. Lippi getta allora nella mischia anche Giampaolo Pazzini al posto di Marchisio. Poco dopo un cambio anche fra i neozelandesi con Wood per l’ammonito Fallon. Al 63’ botta di Vicelich al volo da fuori area, con palla di poco a lato del palo alla destra di Marchetti. Gli azzurri hanno molta fretta di attaccare e sbagliano molti passaggi. È ancora Montolivo l’unico pericoloso fra gli azzurri: al 70’ dopo una bella azione personale calcia di potenza da fuori area ma trova ancora una volta la risposta di Paston. Negli ultimi venti minuti si gioca costantemente nella metacampo neozelandese. Su assist di Camoranesi Iaquinta è troppo lento e si fa anticipare dai difensori avversari. Al 79’ ci prova Camoranesi, fra i più vivi, con il pallone che finisce di poco a lato del palo alla destra di Paston. Un minuto dopo c’è un’azione personale di Di Natale, che si accentra e tira dal limite dell’area, con palla di poco fuori. All’82’ su corner da sinistra di Montolivo svetta Chiellini ma manda sul fondo. Wood sfiora il clamoroso goal in contropiede all’83’: salta Cannavaro e conclude di sinistro in diagonale sul secondo palo, con palla di un nulla a lato. All’88 è ancora Camoranesi a impegnare severamente Paston con una conclusione da lontano. È l’ultima occasione per l’Italia. Non c’è niente da fare, anche contro la Nuova Zelanda arriva un pareggio per 1-1.
La chiave – La Nuova Zelanda imita la partita dell’Algeria contro l’Inghilterra e con tanto agonismo e molta fisicità ottiene un pareggio impronosticabile alla vigilia. Il resto lo fanno la manovra azzurra, troppo lenta e poco ispirata, e gli errori della difesa.
La chicca – Era dai Mondiali messicani del 1986 che l’Italia non faceva due pareggi nelle prime due partite del Mondiale. Curioso che anche allora ci furono due 1-1 contro Bulgaria e Argentina.
Top&Flop – Nell’Italia il migliore è Montolivo, l’unico a combattere per tutti i novanta minuti. Bene anche Zambrotta e De Rossi, fra i pochi a salvarsi dal naufragio. Il peggiore in campo è Marchisio, a disagio sulla sinistra e autore di una prova incolore. Male anche Gilardino, capitan Cannavaro e Iaquinta, che a parte la rete su rigore sbaglia molto dentro l’area di rigore. Nella Nuova Zelanda ottima prova di Reid, che dimostra grande personalità, e buone prestazioni di Paston e Vicelich.
Paolo Camedda
IL TABELLINO
ITALIA-NUOVA ZELANDA 1-1
MARCATORI: 7’ Smeltz (N), 29’ rig. Iaquinta (I)
ITALIA (4-4-2): Marchetti 6; Zambrotta 6.5, Cannavaro 5, Chiellini 6, Criscito 6; Pepe 6 (46’ Camoranesi 5), Montolivo 7, De Rossi 6.5, Marchisio 4.5 (62’ Pazzini 5.5); Iaquinta 5.5, Gilardino 5 (46’ Di Natale 6). A disposizione: De Sanctis, Bocchetti, Bonucci, Maggio, Gattuso, Palombo, Quagliarella. All. Lippi 5
NUOVA ZELANDA (3-4-2-1): Paston 6.5; Reid 7, Nelsen 7, Smith 6; Bertos 5.5, Elliot 6, Vicelich 6 (81’ Christie s.v.) 6,5, Lochead 6; Killen 6 (92’ Barron s.v.), Smeltz 6; Fallon 5.5 (63’ Wood s.v.). A disposizione: Bannatyne, Boyens, Sigmund, Brockie, Brown, Clapham, McGlinchey, Mulligan. All.: Herbert 6,5
ARBITRO: Batres (Guatemala) 5.5
AMMONITI: Fallon, Smith, Nelsen (N)


