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Simone Perrotta Radja Nainggolan RomaGetty

Inter con 4-2-3-1 e qualità? Ecco gli uomini che servono a Spalletti

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L’Inter riparte da Spalletti. Un nuovo anno zero, l’ennesimo per un club che fatica a rilanciarsi dopo i fasti indimenticabili del 2010.

Tanti cambi di allenatore, una rosa rivoluzionata ogni anno, addirittura due cambi di proprietà: nulla è bastato per permettere all’Inter di tornare davvero grande. Sarà Luciano Spalletti l’uomo della rinascita? I tifosi nerazzurri ci sperano, il curriculum e la carriera del tecnico di Certaldo non fanno altro che incoraggiarne l’ottimismo.

È vero: Spalletti ha vinto poco, ma ha sempre garantito al proprio club il raggiungimento dell’obiettivo minimo, una buona dose di spettacolo e qualche bella soddisfazione. Niente male per un club in cerca di serenità e riscatto.

Una delle principali doti di Luciano Spalletti è quella di saper dare un’impronta evidente al gioco delle proprie squadre. Il 4-2-3-1 fu il suo marchio di fabbrica nel corso della sua prima esperienza alla Roma ed è proprio da quello che vuole ripartire. All’occorrenza, però, specialmente nel corso della stagione appena conclusa, il 58enne toscano è stato abile a cambiare a più riprese il modulo: passando dal 4-3-3 al 3-4-2-1 senza mai snaturare il gioco della squadra.

Per riuscire però a riproporre il suo gioco spumeggiante (e tutto sommato dal buon rendimento) anche all’Inter, è alquanto ovvio che a Spalletti servano giocatori con determinate caratteristiche. Del resto, se in avanti ha alternato giocatori dalle caratteristiche diverse, passando dal primo Totti "falso nove" a Dzeko,  è altrettanto vero che di alcune tipologie di calciatori non ha mai fatto a meno.

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LA DIFESA


In difesa l’Inter di Spalletti si schiererà a 4, come annunciato dallo stesso tecnico nel corso della conferenza stampa di presentazione. Finisce in cantina, almeno momentaneamente, l’anomala linea a 3 impiegata nella seconda parte della stagione appena conclusa.

I centrali della linea difensiva ‘spallettiana’, come spesso accaduto, combinano bene rapidità e prestanza fisica. Murillo e Miranda, in questo senso, potrebbero anche essere ritenuti un duo affidabile, ma la deludente stagione vissuta dal colombiano e i problemi fisici accusati dal brasiliano (il cui rendimento è calato rispetto al primo anno in nerazzurro) rendono necessari dei rinforzi. Non a caso l’Inter ha seguito (e continua a farlo) Rudiger e Manolas, già allenati da Spalletti alla Roma.

Sulle corsie laterali, invece, c’è abbondanza numerica ma lo stesso allenatore ha lasciato intendere che alcuni dei giocatori attualmente in organico non rientrano nel suo progetto. È il caso, probabilmente, di Yuto Nagatomo. Ansaldi e D’Ambrosio potrebbero rimanere in organico a contendersi una maglia sulla corsia destra, anche se Ausilio e Sabatini sono a caccia di un ulteriore rinforzo (piace l’olandese Karsdorp del Feyenoord) e in quel caso potrebbero lasciare partire l’ex Genoa.


IL CENTROCAMPO


È questo il reparto che Spalletti tende a “personalizzare” maggiormente. I due mediani davanti alla difesa e, soprattutto, i tre trequartisti capaci tanto di aiutare i terzini quanto di dialogare  con la boa centrale in avanti rappresentano il suo marchio di fabbrica. Nel centrocampo di Spalletti non è mai mancato il regista basso: Pizarro prima, Pjanic poi e infine De Rossi, in grado di far girare il pallone e di tenerlo nei momenti di maggiore fatica.

All’Inter, allo stato attuale, un centrocampista con queste caratteristiche non esiste. Spalletti potrebbe “trasformare” Gagliardini, ma non si tratta di un esperimento dall’esito scontato. Tanto che “Il Gaglia”, per di più, farebbe sicuramente meglio nel ruolo di intenditore, muscolare ma di qualità, proprio al fianco del regista di cui sopra.

Dunque, a meno che Spalletti non riesca a modellare Banega ad immagine e somiglianza di Pizarro, l’Inter dovrà intervenire anche in quella fondamentale zona del campo.


LA TREQUARTI


È proprio sulla trequarti che Spalletti è riuscito a costruire il suo calcio. Requisito fondamentale? Un centrocampista capace di inserirsi senza palla, sfruttare gli spazi larghi, dialogare negli spazi stretti e segnare con una certa costanza. Insomma, l’identikit di Radja Nainggolan. Ma anche di Simone Perrotta.

Simone Perrotta Radja Nainggolan RomaGetty

Nell’Inter attuale nessun giocatore attualmente in organico ha caratteristiche simili. Nè Joao Mario, troppo poco cattivo sotto porta, nè Banega, nè tanto meno Kondogbia. Forse il “miracolo” di Spalletti potrebbe essere quello di saper reinventare Brozovic, ma a conti fatti è lì che l’Inter ha bisogno di un giocatore che rispecchi a pieno le richieste dell’allenatore, sebbene il mercato non ne offra molti.

Poi, sulle corsie laterali, il gioco di Spalletti richiede giocatori con caratteristiche differenti da quelle di Perisic e Candreva. Tuttavia, il valore assoluto del croato spinge il neo-allenatore nerazzurro ad insistere affinché l’Inter resista agli assalti del Manchester United e decida di trattenerlo a Milano. A Milano potrebbero restare Eder e persino Jovetic, al rientro dopo il prestito al Siviglia, giocatori che hanno nelle corde caratteristiche parecchio compatibili con il gioco di Spalletti. Candreva, invece, potrebbe rischiare di restare un po’ ai margini della squadra tipo, proprio nell’anno che conduce ai Mondiali. Che possa partire anche lui?

Proprio sul fronte “esterni”, è Bernardeschi il nome più caldo: il giocatore della Fiorentina è la priorità di Ausilio e potrebbe fare proprio al caso della nuova Inter.


L'ATTACCO


Tutto ruoterà attorno a Mauro Icardi e c’è già chi, tra i supporters nerazzurri, sogna un’annata da record per l’argentino. Del resto, il centravanti delle squadre di Spalletti ha sempre segnato parecchio e il capitano nerazzurro ha dimostrato di non far fatica a capitalizzare i palloni offertigli dai compagni.

Se l’Inter riuscirà a mettere  il suo numero 9 nelle condizioni delle quali ha beneficiato Dzeko nella stagione appena conclusa, Icardi si divertirà parecchio. Necessario sarà infine garantire un’alternativa valida al bomber: puntare su Pinamonti potrebbe essere un azzardo, mentre Gabigol è ormai con le valigie pronte.  Che arrivi quel Defrel che Spalletti aveva chiesto già ai tempi della Roma?

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