Per il secondo giorno consecutivo, come ovvio, Manchester si è svegliata disperata, sotto shock, triste. L'attentato al concerto di Ariana Grande ha scosso tutta la città e il mondo occidentale, colpito per l'ennesima volta dal terrorismo. Terrorismo al quale sono scampate moglie e figlie di Pep Guardiola.
L'allenatore del Manchester City, reduce da una stagione negativa culminata comunque con la minima qualificazione ai gironi di Champions League, è finito in prima pagina per la presenza dei parenti al concerto dove è avvenuto l'attentato. Ma non solo.
Un utente di Twitter, infatti, ha insultato Guardiola beccandosi una denuncia alla procura per incitazione all'odio e alla violenza dall'associazione dei giuristi catalani Drets: "Che delusione, fra i 20 morti di Manchester non c'è Guardiola!" il commento dello spagnolo Jorge Larios.
Larios ha inoltre commentato con odio verso il popolo di Guardiola, che ha mandato su tutte le furie i tifosi del Barcellona e non sol: "Il peggio è che non ci sia nemmeno un catalano morto". La denuncia, nelle mani della procura spagnola, ha inoltre causato la cancellazione dell'account.
Milioni di persone in tutto il mondo non si sono ancora rese conto di un fatto chiaro: insultare sul web in maniera indiscriminata non è consentito, le accuse digitali portano a problemi reali. Sopratutto se nel mirino degli internauti ci sono vip esposti come Pep Guardiola, idolo di Barcellona.


