Una prima parte di stagione positiva per Roberto Inglese, che con la maglia del Parmaha già messo a segno sei goal in 16 presenze. L'attaccante di proprietà del Napolisogna un giorno di tornare a vestire la maglia azzurra.
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Ai microfoni di DAZN Inglese si guarda indietro e ripercorre la sua carriera.
“Ognuno di noi credo che stia dove merita. Io ho dovuto fare tutti gli step, sono partito dal basso. Ho dovuto dimostrare in tutte le categorie e sono felice di questo, perché ho capito passo dopo passo quello che mi sono conquistato. Quando hai fatto la gavetta dai sempre qualcosa in più in campo e nella vita".
Inglese ha portato goal ed esperienza ad un Parma sorprendente fin qui in stagione.
“Ho portato qualcosa alla squadra non per qualità, ma perché conosco la categoria avendo fatto già tre campionati di Serie A e so come si affrontano alcune partite salvezza. Io prima dei goal metto sempre la prestazione, che poi alla fine è quella che ti porta a fare i maggiori risultati. I goal che ho segnato li ho fatti in tutte le maniere, destro, sinistro, di testa. Penso che sia un’arma in più”.
Nel corso di questi anni l'attaccante italiano è migliorato in tutti i fondamentali.
“Ho guardato soprattutto come ci si muove in area di rigore. Sono un giocatore che fuori area mi sentivo già pronto, perché so proteggere la palla, faccio salire la squadra. Quello che mi mancavano erano i goal, è stato un percorso di crescita, non ancora finito perché ci si può sempre migliorare, ma credo di aver lavorato tanto e imparato tanto”.
Inglese ricorda poi gli inizi della sua carriera raccontando un particolare aneddoto.
“Sono felice di quello che sono diventato. Quando ho iniziato a giocare, ho cominciato quasi per caso: mi ero appena trasferito a Vasto e un mio compagno di classe mi invitò ad allenamento. Alla fine il mister della squadra mi chiese se volessi cominciare, alla fine dell’allenamento mi diede il cartellino da far firmare ai miei genitori”.
Durante la sua breve permanenza al Napoli Inglese ha potuto ammirare da vicino i tanti campioni presenti in rosa, con la speranza di poter un giorno tornare a vestire la casacca azzurra.
“Mi sono confrontato con dei campioni che mi facevano girare la testa. Ritmi diversi e velocità diversa. Poi col passare del tempo mi hanno fatto sentire uno di loro e mi sentivo uno di loro. La scelta di andare via è stata presa in comune, perché non sono un ragazzino, ho voglia di giocare e di dimostrare. Poi se sono rose fioriranno, aspetterò la mia occasione e magari tornerò lì”.
Tra gli obiettivi personali di Inglese c'è anche la Nazionale, Inglese vuole giocarsi le proprie carte fino in fondo.
“Quando il ct viene a vederti deve essere uno stimolo in più e non motivo di ansia o tensione. Ci tengo tanto perche indossare quella maglia é uno degli ultimi obiettivi che mi voglio porre”.
L'attaccante del Parma rivela poi una particolare passione per le maglie, con due preferenze su tutte.
“Si sono un collezionista, il primo anno le scambiavo con tutti gli attaccanti. Ho avuto la fortuna di scambiarle con due capocannonieri: Higuain e Dzeko, queste due maglie sono le mie preferite”.
La consacrazione di Milik non ha stupito Inglese, che lo aveva ammirato da vicino ai tempi del Napoli.
“Io guardo tutti gli attaccanti della nostra serie A. Mi piace molto immobile perché attacca la profondità, ma se guardiamo l’area di rigore un modello di riferimento da prendere è Icardi. Io Milik l’avevo sempre visto giocare solo in televisione, allenandomici insieme ho capito quanto era forte. Oggi magari Inglese non è ai suoi livelli, ma con il lavoro chissà che non lo possa diventare”




